L’ASST Fatebenefratelli Sacco segna un nuovo primato europeo nella prevenzione della morte cardiaca improvvisa con l’impianto del defibrillatore extra vascolare sottosternale di ultima generazione Aurora EV-ICD. Si tratta di una tecnologia innovativa che elimina la necessità di cateteri endovascolari e rende superflua la presenza della cardiochirurgia on-site. A raccontare l’eccezionale intervento è il Professor Maurizio Viecca, Direttore della Cardiologia e del Dipartimento Cardio-toraco-vascolare del Sacco.
Che tipo di intervento è stato?
«L’intervento è stato eseguito dall’Unità di Elettrofisiologia dell’ASST Fatebenefratelli Sacco dal Professor Giovanni Forleo, su un paziente ad alto rischio di aritmie fatali. Si tratta del primo impianto in Europa di questo tipo».
Come funziona il defibrillatore sottocutaneo nella prevenzione delle aritmie fatali?
«Il defibrillatore impiantabile è un dispositivo in grado di riconoscere automaticamente le aritmie cardiache più gravi e di intervenire con due modalità: Con la stimolazione anti tachicardica, che accelera temporaneamente il battito per poi rallentarlo fino a “catturare” il ritmo corretto e con lo shock elettrico immediato, nel caso di arresto o aritmia maligna, per ripristinare il ritmo cardiaco».
Professor Viecca, perché questo nuovo defibrillatore rappresenta una svolta?
«Tradizionalmente il defibrillatore viene impiantato sottopelle nella regione toracica, con uno o più cateteri introdotti attraverso le vene fino al cuore. La vera innovazione di questo nuovo apparecchio è l’assenza dei cateteri. Nei sistemi tradizionali i cateteri, dal momento che entrano nel cuore, nel tempo possono rompersi, infettarsi o diventare difficili da rimuovere. Questo nuovo defibrillatore viene posizionato sotto lo sterno, vicino al cuore, senza alcun accesso vascolare. È per questo che non è più necessaria la cardiochirurgia on-site.»
Quali sono i principali vantaggi per il paziente?
«Riduciamo drasticamente il rischio di infezioni e complicanze. Inoltre, il dispositivo può essere rimosso e sostituito con facilità. Nei defibrillatori tradizionali, i cateteri hanno una sorta di “ancora” che si fissa al cuore: toglierli può essere molto pericoloso. Qui questo problema non esiste.»
In quali pazienti è particolarmente indicato?
«È ideale per chi ha già avuto infezioni dei cateteri o della tasca sottocutanea, ma può sostituire completamente il defibrillatore sottocutaneo classico. È particolarmente vantaggioso anche nei giovani e negli atleti, perché la posizione sottosternale lo rende più protetto e sicuro durante l’attività fisica».
Chi sono i pazienti che dovrebbero ricevere un defibrillatore?
«In genere chi ha una funzione di pompa del cuore inferiore al 30%, quando il valore normale è tra il 60 e il 70%. Parliamo di pazienti con cardiomiopatia dilatativa, con esiti di grandi infarti o con patologie genetiche come la sindrome del QT lungo, che possono causare aritmie improvvise e imprevedibili».
Quanto dura il dispositivo e quali sono i costi?
«Funziona a batteria: la durata dipende da quante volte interviene, perché lo shock consuma più energia. Il costo è simile agli altri defibrillatori, tra i 15 e i 18 mila euro, ma il risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale è significativo: meno degenza, niente cardiochirurgia e meno complicanze».
Siete stati i primi in Europa: avete già in programma altri impianti?
«Il successo dell’impianto conferma il ruolo dell’ASST Fatebenefratelli Sacco come centro di riferimento nell’innovazione cardiovascolare. Dimostrare che il defibrillatore extra vascolare sottosternale può essere impiantato in sicurezza senza cardiochirurgia on-site significa rendere questa tecnologia accessibile a un numero maggiore di pazienti, riducendo costi, rischi e tempi di ospedalizzazione. Nel 2023 in Italia sono stati impiantati circa 25 mila defibrillatori. Questa tecnologia apre la strada a una diffusione molto più ampia, perché abbiamo dimostrato che la procedura è sicura e può essere eseguita anche in ospedali senza cardiochirurgia».





