Lo Curto (Udc): «Riattivare i punti nascita alla Clinica Sant’Anna ed a Villa dei Gerani»

25 Marzo 2020

L'appello della deputata regionale: «Questa soluzione alleggerirebbe il carico di lavoro dell'ospedale Sant'Antonio Abate, e garantirebbe un'offerta sanitaria qualitativamente adeguata alle donne in gravidanza».

 

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TRAPANI. «In questi giorni emerge in maniera netta come un evento importante qual è il parto venga vissuto con preoccupazione e solitudine da tantissime donne a causa dell’emergenza coronavirus. Ho chiesto all’assessore Ruggero Razza e al direttore generale dell’Asp di Trapani Fabio Damiani, riscontrando la loro condivisione, di riattivare il reparto di ginecologia e il punto nascita presso la Clinica Sant’Anna e la casa di cura Villa dei Gerani a Trapani in modo da far gestire a queste strutture sanitarie i parti in un momento così difficile per l’emergenza sanitaria in atto».

Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Ars, aggiungendo: «Questa soluzione alleggerirebbe il carico di lavoro dell’ospedale Sant’Antonio Abate, e garantirebbe un’offerta sanitaria qualitativamente adeguata alle donne in gravidanza. Sono certa che, recependo anche analoga istanza che giunge dall’Unione donne italiane (Udi) di Trapani, il sistema sanitario della provincia possa essere riorganizzato in maniera da consentire parti in sicurezza e in un ambiente non sottoposto alle pressioni relative all’infezione da coronavirus presso la clinica Sant’Anna e a Villa dei Gerani. Sono lieta di avere stabilito un rapporto proficuo con la presidente dell’Udi di Trapani Valentina Colli molto attenta a quella che non è solo una battaglia di genere ma pure una battaglia a favore della qualità dell’offerta sanitaria del territorio».

«Auspico, inoltre, che si trovi una soluzione per far partorire le residenti di Pantelleria presso l’ospedale dell’Isola, riattivando il reparto di Ginecologia e il punto nascita proprio per evitare spostamenti in un momento in cui il contagio si espande in Sicilia e impedisce anche con decreti governativi qualsiasi spostamento da un comune all’altro per contenere l’epidemia. Mi rendo conto, avendone parlato con il direttore generale Damiani che questa procedura non sia né facile né immediata proprio per le difficoltà di organizzare un reparto con tutto ciò che questo comporta in termini di personale e risorse».

Lo Curto conclude: «A differenza, infatti, delle strutture convenzionate di Trapani che possono procedere con propri mezzi e personale per la riattivazione dei punti nascita, per Pantelleria le cose sono molto più complesse. Tuttavia tutelare le partorienti deve essere un imperativo per la sanità regionale, che inevitabilmente dovrà essere ripensata dopo la drammatica esperienza della pandemia, invertendo la rotta del contenimento della spesa che finora l’ha guidata, determinando così maggiori e strategici investimenti».

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