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Livelli essenziali di assistenza, Sicilia ancora terzultima ma in crescita

8 Gennaio 2020

Italia divisa in due ma con velocità diverse. Primeggiano le regioni del nord ma quelle del sud recuperano velocemente

 

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Quella che anticipiamo qui di seguito è probabilmente l’ultima “classifica” che mette a confronto, regione per regione, i livelli essenziali di assistenza (LEA), considerato che il nuovo Patto per la Salute esitato dal Governo (LEGGI QUI: patto per la salute, siglata l’intesa fra Stato e Regioni) a partire dal 2020 manda in pensione l’attuale meccanismo di calcolo dei LEA, basato su 33 indicatori, raccolti in tre macrocategorie (Ospedale, Distretto, Prevenzione) per introdurre il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) che invece si baserà su 88 indicatori: 16 per la prevenzione collettiva e la sanità pubblica; 33 per l’assistenza distrettuale, 24 per l’assistenza ospedaliera; 4 per la stima del bisogno sanitario; 1 per l’equità sociale, 10 infine dedicati ai PDTA (Percorsi diagnostici terapeutici).

Ma tornando alla classifica dei LEA del 2018 ciò che balza agli occhi è un’Italia divisa in due ma che corre a diversa velocità. Se da un canto in cima alla classifica ci sono le regioni del nord che primeggiano, con livelli di prestazioni prossimi alla perfezione, rappresentata dal punteggio massimo di 225 (Veneto 222, Emilia Romagna 221, Toscana 220) in fondo alla classifica troviamo le regioni del sud che però crescono, di anno in anno, molto più velocemente. E’ il caso della Calabria che rimane mestamente ultima in classifica ma che balza da un umiliante punteggio di 136 ad un accettabile 162, con un saldo di 26 punti conquistati in un solo anno che fanno di questa regione la prima in assoluto in termini di incremento e che, con ogni probabilità, farà uscire la sanità calabrese dall’attuale commissariamento. Ottime anche le performance di Campania (+17), Liguria (+16) e Molise (+13). Incremento in doppia cifra anche per la Sicilia (+11 punti rispetto al 2017) che però rimane terzultima nella “classifica generale”.  Da notare infine che per la prima volta dall’introduzione dei LEA tutte le regioni prese in esame risultano adempienti. Cioè con un punteggio superiore a 160 (o compreso tra 140 – 160 e nessun indicatore critico)

LA CLASSIFICA DEI LEA REGIONE PER REGIONE (DATI 2018 – 2017)

REGIONE20182017variazione
Veneto222218+4
Emilia R.221218+3
Toscana220216+4
Piemonte218221-3
Lombardia215212+3
Liguria211195+16
Umbria210208+2
Abruzzo209202+7
Marche e Friuli206201+5
Basilicata191189+2
Lazio190180+10
Puglia186179+7
Molise180167+13
Sicilia171160+11
Campania170153+17
Calabria162136+26

Le Regioni sottoposte alla verifica sono quelle ordinarie e la Sicilia (sono escluse la Valle d’Aosta, le due Province Autonome di Bolzano e Trento, il Friuli Venezia Giulia e la Sardegna dal 2010). Questi monitoraggi sono molto attesi anche perché aprono le porte a quote premiali di fondi.

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