Resta sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram.

Clicca qui

Dal palazzo

Il decreto assessoriale

Liste di attesa, la Regione corre ai ripari: ultimatum alle aziende sanitarie siciliane

A firma dell'assessore Razza è stato pubblicato in Gurs il "Piano operativo per il recupero delle prestazioni arretrate", aumentate a causa dell'emergenza Coronavirus. Asp e Ospedali dovranno presentare urgentemente i singoli piani di adeguamento.

Tempo di lettura: 5 minuti

PALERMO. La Regione corre ai ripari per evitare l’ulteriore allungamento delle liste d’attesa, offrendo eventualmente anche nelle ore serali o nei weekend le prestazioni finora non erogate. In ottemperanza del Decreto Legge 104 n.29 del 14 agosto 2020, un decreto a firma di Ruggero Razza lancia un ultimatum alle aziende sanitarie siciliane affinché adottino misure straordinarie per recuperare l’arretrato.

Il “Piano Operativo per il Recupero delle Liste di Attesa della Regione Siciliana”, firmato dall’assessore alla Salute il 26 novembre e pubblicato in Gurs il 18 dicembre, mira a combattere un triste realtà atavica in Sicilia, che si è ancor più aggravata in Sicilia a causa dell’epidemia da Sars-Cov-2 e della conseguente restrizione dei servizi di ricovero, ambulatoriali e di screening considerati non urgenti o differibili.

Per evitare un grave peggioramento della situazione, è necessario il recupero delle prestazioni non erogate ed appropriate. Per il Sistema Sanitario Nazionale è una priorità per garantire la salute pubblica ed escludere altre spese che gravano sulle casse dello Stato.

Saranno quindi individuate nuove strategie e attivate misure straordinarie, che andranno ad integrare gli interventi già previsti dal Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa 2019 – 2021. Tuttavia, dalla Regione sottolineano che in ogni caso “resta ferma l’assoluta necessità di continuare a garantire la rigorosa applicazione di tutte le misure di prevenzione e controllo SARS-COV-2 previste dalle norme nazionali e regionali”.

In Sicilia, in seguito alla sospensione dell’attività ordinaria causata dall’emergenza pandemica, abbiamo assistito ad una riduzione complessiva del 26% (62.896) di ricoveri tra il primo semestre 2019 e quello del 2020. Le maggiori differenze si sono registrate nelle provincie di Caltanissetta e Messina.

Il calcolo è stato eseguito anche confrontando i ricoveri complessivi per reparto nello stesso periodo di tempo. In questo caso spiccano i dati dell’hospice che nel 2020 non ha avuto nessun ricovero a fronte dei 199 dell’anno precedente. Anche la cardiochirurgia pediatrica non ha ricoverato nessun bambino contro i 3 del primo semestre 2019. Da notare anche la diminuzione degli accessi in allergologia (79%), dermatologia (60%) e neuro-riabilitazione (64%).

Le attività ambulatoriali pubbliche e private accreditate hanno subito una diminuzione del 41% (3.134.696) rispetto al 2019 con punte del 50% in chirurgia plastica e pneumologia, 54% chirurgia vascolare-angiologia e 60% in psichiatria.

Le Aziende del SSR sono tenute al rispetto dei tempi massimi di attesa per tutte le prestazioni ambulatoriali e in regime di ricovero secondo dei precisi parametri di priorità.

Il Piano Operativo per il Recupero delle Liste di Attesa della Regione Siciliana prevede quindi l’apertura delle strutture ambulatoriali anche nelle ore serali e durante il fine settimana, in modo tale da favorire il rispetto dei tempi massimi di attesa da parte delle ASP e delle Aziende Ospedaliere che devono pure assicurare ordinariamente le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per l’utenza esterna, sia nell’ambito dell’attività istituzionale che libero professionale.

È necessario garantire l’utilizzo delle grandi apparecchiature di diagnostica per immagini per almeno l’80% della capacità produttiva “ove necessario, ciascuna Azienda dovrà provvedere alla definizione di eventuali fabbisogni di personale atto all’incremento della produttività suddetta e, dove si verifichi la carenza di tecnologie, all’acquisto di apparecchiature idonee a soddisfare la richiesta di esami diagnostici – precisa l’assessorato – a tal fine dovrà essere elaborato un piano dettagliato che evidenzi sia le motivazioni organizzative alla base dell’esigenza di incremento del personale, sia l’effettivo tempo di disponibilità delle apparecchiature vetuste (tenendo conto dei tempi di fermo macchina per guasto/manutenzione), e l’esigenza di una loro sostituzione”.

Si dispone, inoltre, l’incremento dell’efficienza di utilizzo dei posti letto ospedalieri, l’incremento delle sedute operatorie (programmando le stesse anche al pomeriggio), intervenendo sui processi intraospedalieri, che determinano la durata della degenza media, e di deospedalizzazione.

Infine, “le ASP e le Aziende Ospedaliere devono provvedere alla definizione ed applicazione dei “percorsi di tutela”, ovvero percorsi di accesso alternativi alle prestazioni specialistiche, i quali prevedano anche, qualora venga superato il tempo massimo di attesa a livello istituzionale, che possa essere attivata una specifica procedura che permetta al paziente residente e per le richieste di prime prestazioni in classe di priorità la possibilità di effettuare la prestazione in intramoenia o presso un erogatore privato accreditato nel rispetto dei tempi previsti dalla normativa vigente (prestazione sostenuta economicamente dall’Azienda, riservando al cittadino solo la eventuale partecipazione al costo)”.

La Regione si occuperà quindi di definire, coordinare e monitorare l’attività complessiva relativa all’attuazione del Piano disposto, le aziende dovranno invece deliberare entro sette giorni dalla notifica del piano operativo regionale un “Piano operativo aziendale per il recupero delle liste di attesa” che dovrà contenere i seguenti elementi:

– numero prestazioni di ricovero, ambulatoriali e di screening già inserite nelle liste di attesa prima del lockdown e non ancora garantite

– numero di prestazioni di ricovero, ambulatoriali e di screening per disciplina/branca sospese nel periodo del lockdown

– nuove richieste inserite di prestazioni inserite in liste di attesa e non garantite a causa del lockdown

– stima del numero di prestazioni per priorità clinica da recuperare nel periodo di riferimento ed entro i limiti di spesa previsti dall’art. 29 D.L. 104/2020

– individuazione degli interventi del PRGLA 2019-2021 volti a rimodulare la domanda e/o offerta che l’azienda intende potenziare per recuperare le liste di attesa

– piano finanziario per la destinazione delle risorse

– cronoprogramma di attuazione degli interventi.

Il documento inoltre fissa i limiti di spesa per il recupero delle prestazioni di ricovero e ambulatoriali per ogni azienda sanitaria coinvolta:

Alla conclusione del periodo di vigenza previsto dall’art. 29 D.L. 104/2020 le aziende dovranno elaborare un report contenente le misure attuate, le risorse utilizzate e le prestazioni di ricovero o ambulatoriali recuperate per disciplina/branca e specificando setting assistenziale (ricovero, ambulatoriale, screening), priorità cliniche, tipologia di prestazione, gli interventi del PRGLA per il governo della domanda e/o dell’offerta attuati o potenziati e i costi sostenuti rispetto a quanto prospettato nel Piano operativo aziendale di recupero delle liste di attesa.

Contribuisci alla notizia
Invia una foto o un video
Scrivi alla redazione

    Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)


    Informativa sul trattamento dei dati personali
    Con la presente informativa sul trattamento dei dati personali, redatta ai sensi del Regolamento UE 679/2016, InSanitas, in qualità di autonomo titolare del trattamento, La informa che tratterà i dati personali da Lei forniti unicamente per rispondere al messaggio da Lei inviato. La informiamo che può trovare ogni altra ulteriore informazione relativa al trattamento dei Suoi dati nella Privacy Policy del presente sito web.

    Contenuti sponsorizzati