termoablazione

L’innovativo trattamento contro i tumori all’Istituto Scalabrino: «Ecco come è stato effettuato»

15 marzo 2018

L'approfondimento di Insanitas sulla tecnica della termoablazione adottata a Messina anche a livello ortopedico.

 

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Innovazione tecnologica e approccio pluridisciplinare hanno permesso, all’Istituto Ortopedico del Mezzogiorno d’Italia “Franco Scalabrino” di Messina, di eseguire «per la prima volta in Sicilia» un importante intervento su una metastasi multivertebrale, che si è sviluppata nella colonna vertebrale di una donna, con la tecnica della termoablazione, la quale consente maggiore precisione e minore invasività.

In questo caso il tumore viene bruciato e poi interamente rimosso senza sanguinamento. L’equipe che ha realizzato l’intervento era composto, tra gli altri, dal dottore Alessandro Pisani responsabile di chirurgia vertebrale dell’Istituto Ortopedico di Ganzirri, dal dottore Luigi Soliera e da Sergio De Leo come specialista di chirurgia spinale.

«Il trattamento delle metastasi vertebrali è una sfida importante per chi si interessa come me di chirurgia spinale. Questo tipo di metastasi dal punto di vista epidemiologico sono molto diffuse, infatti si deve considerare che oltre il 30% dei tumori primitivi (mammella, prostata, rene, tiroide, mielomi) metastatizzano dell’osso e la metà di queste metastasi sono vertebrali- spiega Pisani- Poi c’è il problema del forte impatto sociale in quanto tali pazienti sono gravemente disabilitati e non possono mantenere la posizione eretta. Nel tempo queste metastasi determinano crolli e fratture vertebrali quindi spesso il malato è costretto a rimanere a letto sottoposto a dosi massicce di morfina e oppiacei per la gestione del dolore».

L’intervento nello specifico è stato eseguito con la tecnica della termoablazione della massa tumorale con radiofrequenza, una procedura abbastanza diffusa negli Stati Uniti ma che in Italia viene utilizzata a macchia di leopardo. In Sicilia è la prima operazione di tale tipologia effettuata in ambito ortopedico perché in campo oncologico e neurochirurgo la tecnica è stata già testata a Palermo ed a Catania.

«In questo caso l’innovazione non consiste tanto nella tecnica in sé ma nella metodica adottata. In sala operatoria infatti erano presenti l’ortopedico, il neurochirurgo (che hanno aggredito la massa tumorale con le loro rispettive competenze), il radioterapista e l’oncologo. È proprio l’organizzazione che abbiamo messo in piedi che ha fatto la differenza di questa operazione»,  ha precisato Alessandro Pisani.

Dopo la prima fase chirurgica, la paziente è stata trasferita presso la radioterapia del “San Vincenzo” di Taormina. Contemporaneamente si attendono i risultati dell’esame istologico con cui l’oncologo gestirà le fasi successive.

«Grazie al supporto che ci viene fornito dal gruppo Iomi abbiamo potuto avviare un cammino che potrà dare ai pazienti siciliani una soluzione a questo tipo di problematiche a livello ortopedico. Tale intervento è un primo segnale che abbiamo voluto lanciare utilizzando tecnologie di ultima generazione e di altissimo livello», ha concluso Pietro Cavaliere, direttore del “Franco Scalabrino”.

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