Resta sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram.

Clicca qui

Policlinici

I dettagli

Linfedema, terapia cellulare innovativa al Policlinico “Giaccone”

Adottata dal Dott. Bellisi e dalla sua équipe, rappresenta una novità significativa nel panorama clinico e sta suscitando grande interesse da parte di molti centri italiani.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. È destinata ad essere sempre più consolidata la nuova terapia cellulare per il trattamento del linfedema messa a punto in questi mesi dall’UOSD di Flebolinfologia del Policlinico “Giaccone” diretta da Mario Bellisi. Il linfedema è una patologia che determina il deterioramento del drenaggio linfatico e, causando un accumulo di proteine e lipidi in diversi distretti dell’organismo, modifica progressivamente i tessuti (clicca qui per leggere un approfondimento di Insanitas). In molti casi colpisce le gambe e gli arti inferiori, ma può determinarsi anche in altri punti del corpo, specie in casi di pazienti che hanno subito interventi chirurgici per patologie oncologiche. Le lesioni spesso sono di tale entità da compromettere notevolmente la quotidianità, impedendo lo svolgimento di una vita normale.

La tecnica adottata dal Dott. Bellisi e dalla sua équipe- presentata di recente in occasione della “Conferenza nazionale sul Linfedema” organizzata dall’associazione Sos Linfedema onlus, a Floridia, in provincia di Siracusa- rappresenta una novità significativa nel panorama clinico e sta suscitando grande interesse da parte di molti centri italiani che hanno manifestato la volontà di collaborare per poter esportare la metodica.

Già applicato con successo su diversi pazienti il trattamento si basa sull’uso delle cellule mononucleate del sangue. Una volta effettuato il prelievo sul paziente, il sangue viene filtrato in un sistema a circuito chiuso per recuperare le cellule mononucleate: si tratta di cellule totipotenti che vengono poi iniettate con micro punture in punti predefiniti dell’area interessata dal linfedema. È stato riscontrato come tali cellule siano capaci di creare nuovi vasi linfatici.

«Dopo il primo impianto di cellule– spiega Bellisi- abbiamo evidenziato una significativa riduzione della circonferenza dell’arto con un netto miglioramento percepito dal paziente che ha descritto un senso di leggerezza associato a un ripristino della sensibilità su tutto l’arto. Pazienti che da anni non riuscivano più ad indossare un jeans mi hanno mandato le fotografie per comunicarmi che finalmente anche un gesto così semplice poteva finalmente essere realizzato. Significa che siamo riusciti a migliorarne la qualità di vita. È importante, tuttavia, sottolineare che per trattare il linfedema non esiste un’unica soluzione, ma terapie combinate. Dopo ogni sessione i pazienti vengono anche sottoposti a bendaggi multistrato all’ossido di zinco e cumarina con sostituzione settimanale. Li monitoriamo e seguiamo nel tempo per valutare tutti i cambiamenti e adeguare la terapia sulla base dei miglioramenti registrati».

L’unità semplice dipartimentale di Flebolinfologia lavora in sinergia con altre realtà presenti all’interno dell’azienda ospedaliera universitaria per offrire il trattamento più completo sul piano diagnostico e clinico: medicina nucleare per gli esami linfoscintigrafici, radiologia per la linfangioRisonanza, Fisiatria per il linfodrenaggio manuale, endocrinologia, infettivologia, terapia del dolore, medicina iperbarica, chirurgia bariatrica per i grandi obesi, chirurgia plastica per il trattamento chirurgico dei linfedemi.

«Ringrazio il dott. Bellisi per l’impegno costante profuso in questa attività- afferma il Commissario Straordinario “Giaccone” Alessandro Caltagirone– Un servizio assistenziale diventato un riferimento per i pazienti colpiti da questa patologia e che abbiamo voluto valorizzare con il conferimento dell’incarico di Responsabile della UOSD di Flebolinfologia».

È possibile prenotare tramite Cup le visite e gli ecocolordoppler presso l’Ambulatorio di Flebolinfologia con impegnativa del proprio medico curante per “visita di chirurgia vascolare codice 897CV”. Per ulteriori informazioni scrivere via mail a: [email protected] .

Contribuisci alla notizia
Invia una foto o un video
Scrivi alla redazione




    1

    Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)


    Informativa sul trattamento dei dati personali

    Con la presente informativa sul trattamento dei dati personali, redatta ai sensi del Regolamento UE 679/2016, InSanitas, in qualità di autonomo titolare del trattamento, La informa che tratterà i dati personali da Lei forniti unicamente per rispondere al messaggio da Lei inviato. La informiamo che può trovare ogni altra ulteriore informazione relativa al trattamento dei Suoi dati nella Privacy Policy del presente sito web.

    Contenuti sponsorizzati