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Curarsi in Sicilia

L’importanza della comunicazione in Sanità, all’Ordine dei Giornalisti il corso di deontologia

L'evento è stato organizzato da Insanitas e dal Dasoe in collaborazione con l'Odg. Segreteria organizzativa di Collage Spa, patrocinio della Fondazione siciliana per l'oncologia e contributo non condizionante di Gilead e Novocure.

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PALERMO. Un’informazione medica che sia accessibile, trasparente e rigorosa. In sintesi, queste le parole-chiave emerse nel seminario “Comunicare la Salute, tra Etica e Deontologia”, che si è svolto presso la sede dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia a Palermo nell’ambito del progetto “Curarsi in Sicilia” promosso da Insanitas e dal DASOE dell’Assessorato regionale della Salute.

Nel corso della giornata formativa si è ribadita l’importanza di una corretta informazione nel campo sanitario. La deontologia, però, non deve riguardare solo i giornalisti, ma anche i medici. A introdurre i lavori, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Sicilia Roberto Gueli. A moderare l’incontro, invece, Nino Randazzo, responsabile dell’ufficio stampa dell’Asp Palermo: «Stiamo parlando della comunicazione in sanità in un momento molto delicato per la sanità siciliana, con le attese nomine dei manager», ha detto Randazzo, aggiungendo quanto sarebbe importante che «ogni azienda sanitaria si dotasse di un responsabile della comunicazione».

A introdurre le tematiche ci ha pensato Giovanni Merlino, vice presidente dell’Ordine dei medici di Palermo: «Comunicare la salute è davvero difficile- ha detto- Non solo per i medici, ma anche per i giornalisti. Ecco che allora queste due figure devono imparare a fare comunicazione di facile comprensione, adeguata per chi ascolta, nel caso dei medici, ma anche per chi legge, nel caso del giornalista. Ma è fondamentale che la comunicazione sia accessibile, trasparente, rigorosa e prudente. Non si possono diffondere notizie su ricerche non ancora validate e accreditate dal punto di vista scientifico. Regole che sembrano banali, ma che vengono spesso ignorate».

Poi Merlino ha affrontato la questione della diffusione delle cosiddette fake-news, le notizie false: «Penso a quante ne abbiamo lette in tempi recenti, e mi riferisco al Covid-19 e ai vaccini, oppure tornando più indietro negli anni alla Stamina o alla celebre cura Di Bella. Ecco, credo che sia necessario che medici e giornalisti collaborino sempre di più per una corretta e adeguata informazione».

A proposito di Covid, è intervenuto Vincenzo Lombardo, responsabile della comunicazione e dell’ufficio stampa della Fondazione Giglio di Cefalù, che nel 2020 era diventato un presidio importantissimo non solo per la questione tamponi, ma anche per i ricoveri in terapia intensiva: «In quel periodo abbiamo avuto una vera e propria infodemia- dice- Un eccesso di comunicazione che ha messo in difficoltà anche noi stessi addetti al lavori. Da alcuni dati che ho approfondito, solo il 16 per cento dei giornalisti italiani non si è mai occupato di Covid. I lettori, di contro, si sono trovati sommersi da decine e decine di articoli o di interviste. Pensate che sono nei social “governati” da Mark Zuckerberg sono stati cancellati oltre sette milioni di contenuti perché ritenuti non veritieri. Tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità ha realizzato un vademecum per tentare di arginare questo fenomeno delle fake news. Ritengo che sia importante, però, dare maggiore importanza alla informazione locale, mi riferisco ai piccoli siti che magari si occupano solo di un territorio. Sono mezzi di comunicazione importanti e mantengono trasparente l’informazione».

Sulla deontologia dei giornalisti in questo campo e quindi sulla carta di Perugia e gli approfondimenti sulla legge sulla privacy, ha parlato Maria Grazia Elfio, specialista nei rapporti con i media e giornalista pubblico di Villa Sofia. Mentre la giornalista Sandra Pizzurro, addetta stampa della Samot, ha raccontato la sua nuova esperienza in questa società che si occupa di cure palliative, affrontando un tema delicato, come il fine-vita e l’eutanasia assistita: «È importante che il giornalista abbia davvero chiaro le informazioni mediche che vuole e sa trasferire al lettore», ha detto nel suo intervento.

Nel corso del suo intervento il giornalista Salvo Messina, revisore dei Conti dell’Odg Sicilia, ha affrontato il delicato e difficile rapporto tra scienza e giornalismo: «Ci vuole cautela e prudenza- ha detto- Nell’informazione che riguarda la salute bisogna sì tenere conto del diritto di informare, ma va anche contemplato il dovere di tutelare i pazienti e la loro privacy».

Ultimo intervento, ma non per importanza, quello di Franco Grasso Leanza, dirigente del Servizio 5 “Promozione della Salute” del Dasoe (Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico) che ha ribadito l’importanza strategica della comunicazione in sanità come diritto da garantire ai cittadini.

L’evento è stato realizzato con la segreteria organizzativa di Collage S.p.A., il patrocinio della Fondazione siciliana per l’oncologia e il contributo non condizionante di Gilead e Novocure.

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