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ASP e Ospedali

Workshop l'11 aprile

Leucoaferesi e le nuove frontiere per i trapianti, esperti a confronto all’ospedale Cervello

Workshop martedì 11 aprile.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. I progressi nell’esecuzione delle procedure di Leucoaferesi, sia quelle dedicate alla raccolta di cellule staminali, sia quelle di foto-aferesi extracorporea, importanti per il controllo del rigetto di trapianto emopoietico e di organi solidi, quali cuore, rene e polmone.

Si discuterà di questo martedì 11 aprile nel corso del workshop “Leucoaferesi. Aspetti tecnici e clinici” in programma con inizio alle 11 nell’aula Fici dell’ospedale Cervello. Entrambe le prestazioni sono in uso da anni presso l’Unità di Medicina trasfusionale e dei trapianti dell’Azienda Villa Sofia-Cervello, diretta da Raimondo Marcenò, ma recentemente sono state messe a punto nuove e più avanzate tecniche, che rappresentano il Gold Standard di riferimento internazionale.

Sarà un momento di scambio e di confronto fra specialisti, ma anche di conoscenza e di divulgazione su procedure di estrema importanza, non sempre abbastanza conosciute. Nel corso del workshop si parlerà della raccolta di cellule staminali ematopoietiche da utilizzare per trapianto ematopoietico, autologo (cioè nello stesso paziente) o allogenico (in paziente diverso).

Le cellule staminali vengono trapiantate nei casi di leucemie o linfomi. Quando dopo il trapianto si produce una reazione di rigetto, si interviene con l’altra procedura leucoafertica, la foto-aferesi.

È una terapia immunomodulante, che si associa ai trattamenti immunosoppressivi, consentendo un miglior controllo delle gravi reazione di rigetto, sia dopo trapianto emopoietico che di cuore, polmone e rene. La foto-aferesi extracorporea viene utilizzata per il ripristino del sistema immunitario del paziente. I leucociti del paziente, raccolti in extracorporea, vengono irradiati e poi reinfusi al paziente. Con questo metodo si riesce ad evitare il ricorso a posologie elevate di farmaci immunosoppressivi, evitando serie e possibili complicazioni a volta anche gravi e, soprattutto, a mantenere il trapianto.

Nel corso del workshop oltre a Raimondo Marcenò, organizzatore dell’evento, interverranno Rosanna Scimè, Direttore del Centro trapianti midollo osseo dell’Ospedale Cervello, Francesca Docimo, Giorgia Guiducci e Francesco Ipsevich da Roma, Ivone Varinelli da Milano, Piero Marson da Padova.

Nella foto: il team di aferesi terapeutica di Medicina trasfusionale e dei trapianti dell’Ospedale Cervello con il Direttore Raimondo Marcenò ed una donatrice, Elisabetta.

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