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Lettera di 150 precari dell’Arnas Civico: “Verificare i titoli degli assunti in emergenza”

7 Aprile 2020

"L'errata imputazione dei titoli potrebbe generare un non corretto posizionamento nella graduatoria" avvertono i sindacati. L'Asp di Palermo, responsabile dei bandi di assunzione straordinaria per coronavirus, risponde

 

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“Siamo stufi di essere trattati con aria di sufficienza da parte degli amministratori di questa azienda sanitaria ormai da più di 3 anni”. Inizia così una lettera che hanno inviato alla nostra redazione oltre 150 operatori sanitari dell’Arnas Civico che hanno un contratto part-time ormai da svariati anni. “Un contratto – si legge nella lettera – che non ci ha mai dato nessun diritto pur lavorando per un’azienda pubblica. Abbiamo sempre fatto fronte a tutte le problematiche aziendali, non ultima il Coronavirus, mettendo da parte troppo spesso la nostra vita sociale per etica professionale, facendo doppi turni e garantendo sempre i festivi senza nessun incentivo in più”.

Un grido di allarme che coinvolge, considerando tutti gli operatori sanitari, almeno 500 persone in questa assurda vicenda. “Siamo trattati come veri subordinati, ma mai considerati tali quando parliamo di diritti – dicono ancora – Una cosa che ha sempre fatto comodo all’azienda. Oggi però diciamo “no”. Soprattutto dopo aver saputo che l’azienda in emergenza Covid-19 assume personale con contratto determinato senza opportuni controlli. E a noi pare un’assurda mancanza di tutele nei nostro confronti. Ma anche in quello dei pazienti che vengono a curarsi al Civico”.
L’azienda ha convocato i sindacati per spiegare quanto stava accadendo. In quella riunione è stato comunicato che i controlli in questione dovrà farli l’Asp 6, l’azienda che ha bandito il concorso. “Pur ammirando lo sforza fatto dall’azienda – si legge nella nota dei sindacati – chiediamo di vigilare sui controlli in fase di chiamata da parte dell’azienda acquisendo notizie presso le amministrazioni indicate in fase di compilazione della domanda. L’errata imputazione dei titoli potrebbe infatti generare un non corretto posizionamento nella graduatoria che genererebbe un danno a tutti coloro che hanno correttamente indicato i titoli”. Una nota sindacale che è stata condivisa da Giovanni Cammuca segretario generale Fp-Cgil Palermo, Andrea Gattuso segretario generale Nidil-Cgil Palermo e Rosanna Maiolino, responsabile Cgil Lp.

La replica dell’Asp non si è fatta attendere con una precisazione ai sindacati firmata dal direttore generale Daniela Faraoni, dal direttore amministrativo Nora Virga e dal direttore sanitario Maurizio Montalbano: “Tutte le dichiarazioni in merito ai titoli saranno oggetto di verifica da parte delle aziende di rispettiva assegnazione”, assicurano dall’Asp. Che poi aggiunge: “Qualora si accerti la non veridicità di quanto dichiarato verranno poste in essere tutte le conseguenti previste determinazioni”. E sui titoli valutabili, l’Asp rimanda al mittente: “La relativa tabella – si legge – è stata oggetto di informazione e di confronto con tutte le organizzazioni sindacali prima di essere approvata con il regolamento appositamente redatto”.

Ma la risposta dell’Asp non ha convinto tutti. “Mentre si discute ancora – si legge nella nota degli operatori sanitari – c’è chi firma un contratto non avendo veri anni di servizio prestato e poi ci siamo noi che continuiamo a pagare le conseguenze di un sistema sanitario al collasso. Chiediamo a chi di dovere di farsi carico di questa problematica con opportune proposte come la stabilizzazione del personale che possiede già i requisiti e un vero contratto subordinato per tutti gli altri lavoratori per garantire pari diritti. Non chiediamo nulla che in fondo, già ci spetterebbe”.

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