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Coronavirus

L’epidemia non si ferma, nuovo focolaio a Roma: 31 casi positivi e un decesso al San Raffaele

Preoccupato l'assessore alla salute della Regione Lazio Alessio D'Amato: "Dal quadro fornito dalla Asl Roma 3 ci aspettiamo un ulteriore incremento dei casi”.

Tempo di lettura: 2 minuti

Dopo la notizia di 402 nuovi casi positivi registrati in Lombardia nella giornata di ieri (su un totale nazionale di 518 nuovi contagi) oggi la cattiva notizia arriva da Roma. Nella capitale è stato isolato un nuovo focolaio di infezione Covid con 31 casi positivi e un decesso. Teatro di questo nuovo cluster epidemiologico è il noto centro di riabilitazione neuromotoria “IRCCS San Raffaele Pisana”. Dei 31 casi, 9 sono dipendenti, 2 esterni entrambi famigliari di operatori sanitari e 20 pazienti di cui 18 già trasferiti e 2 in trasferimento. Confermata anche la notizia di un paziente deceduto risultato positivo al tampone.

Da ieri proseguono le attività di test su tutto il personale, compresi i consulenti e gli esterni e i pazienti della struttura. Verranno sottoposti ai test anche i dimessi degli ultimi 14 giorni. Inoltre i dipendenti negativi, che non hanno l’adeguata possibilità di isolamento domiciliare per la sorveglianza sanitaria, verranno invitati a pernottare presso strutture appositamente messe a disposizione.

La Asl Roma 3 informa poi che si proseguirà con il supporto delle unità mobili USCA-R e che oggi erano presenti 6 squadre sul posto, all’effettuazione dei tamponi. All’IRCCS sono stati richiesti gli elenchi degli accessi a partire dal 1° aprile nonché il piano presenze di tutti i lavoratori e il registro della rilevazione delle temperature. E’ stata inoltre disposta un’indagine epidemiologica presso l’European Hospital, struttura di provenienza di alcuni pazienti COVID positivi. E in tutti i reparti deve essere iniziato un periodo di osservazione di tutti i degenti e gli operatori sanitari devono essere sottoposti a tampone periodicamente.

“Questo focolaio non ci voleva – ha detto l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato – e tutti i nostri sforzi sono adesso ricondotti alla tutela di pazienti e operatori. Poi faremo tutte le verifiche al completamento dell’indagine epidemiologica. Non bisogna abbassare a guardia lo dico da giorni, va mantenuta alta l’attenzione. Dal quadro fornito dalla Asl Roma 3 emerge un possibile caso indice tra gli operatori e ci aspettiamo un ulteriore incremento dei casi”.

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