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Dal palazzo

Assistenza domiciliare integrata

Legacoop plaude alla riforma ADI: “Ma ora subito gli accreditamenti”

La proposta: "si adoperi un sistema di pre-accreditamento per far continuare a lavorare chi lo sta facendo, nell’attesa di mostrare i requisiti"

Tempo di lettura: 3 minuti

Dopo due anni di attesa arriva la riforma dell’Adi ed è subito bufera tra Razza e la VI Commissione. Mentre quest’ultima ritiene che nessuna delle osservazioni fatte sia stata presa in considerazione e inserita nei decreti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, Filippo Parrino, presidente Legacoop Sicilia, e Giuseppe Fiolo, coordinatore di Legacoopsociali Sicilia, plaudito al lavoro svolto dall’Assessore. Ma precisano: «La nostra richiesta adesso è che si parta presto con l’accreditamento e si abbandonino da subito le gare di appalto, altrimenti si andrà incontro a un sistema misto che creerà nel prossimo futuro solo molta confusione» e continuano: «Semmai si adoperi – intanto – come accadeva in passato, un sistema di pre-accreditamento, così da far continuare a lavorare chi lo sta facendo, nell’attesa di dimostrare di essere in possesso dei requisiti necessari per realizzare il servizio. Chiediamo, dunque, con forza all’Assessore Razza e al suo assessorato di bloccare le gare [si veda quello che sta accadendo nelle città metropolitane di Catania e Palermo] e di non fare firmare i contratti».

Fiolo e Parrino hanno, negli scorsi giorni, inviato una missiva al Presidente della Regione, al Presidente dell’Ars, alla VI Commissione e al suo presidente, al Parlamento e ai gruppi parlamentari e alla società civile, per ribadire la loro posizione favorevole nei confronti dei decreti siciliani sulle cure domiciliari che consentono di abbandonare finalmente il sistema “imperfetto” della gara al massimo ribasso. La riforma assicurerà l’adempimento di due principi fondamentali: migliore qualità del servizio e libera scelta del cittadino. Le cure domiciliari – ribadiscono – vanno affidate a mani sicure e strutture solide.

E in merito alle polemiche sollevate anche dai 5Stelle sulla messa all’angolo delle piccole società e coop, Legacoop Sicilia e Legacoopsociali Sicilia riconoscono, invece, vedono nella riforma un’apertura responsabile nei confronti delle piccole realtà, prevedendo un modello – non contemplato a livello nazionale – che dà la possibilità di creare le ATI (associazioni temporanee di imprese) e far crescere i cosiddetti “piccoli” o tramite la procedura dell’avvalimento.
«Rappresentando centinaia di cooperative sociali che erogano servizi alla persona, ma al momento prive dei requisiti previsti per espletare l’ADI – concludono – il nostro impegno sarà, in questa fase, quello di supportare le associate interessate affinché implementino le loro organizzazioni adeguandosi ai nuovi requisisti. Allo scopo di favorire la solidarietà collaborativa tra realtà che possono mettere a disposizione know how ed expertise per far crescere le cooperative, esperienza già da noi consolidata. In questo momento di ripresa e di ripartenza del Paese pensiamo che ognuno debba dare il proprio contributo».

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