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L'approfondimento

Le patologie della tiroide colpiscono oltre 6 milioni di italiani

Andrea Lania, responsabile di endocrinologia e diabetologia dell’Istituto Humanitas, intervistato da Marco Klinger per Medicina Top.

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ROMA (ITALPRESS) – La tiroide è una piccola ghiandola a forma di farfalla posta alla base del collo, che controlla molte funzioni dell’organismo attraverso la produzione degli ormoni T3 e T4. Gli ormoni tiroidei regolano la respirazione, il battito cardiaco, la temperatura corporea, lo sviluppo del sistema nervoso centrale e la crescita corporea. Quanto la tiroide produce troppi ormoni si parla di ipertiroidismo, con sintomi quali nervosismo, ansia, iperattività, perdita di peso, battito cardiaco rapido o irregolare. Al contrario, se la tiroide non produce abbastanza ormoni, si verifica l’ipotiroidismo, che può causare obesità, dolori articolari, infertilità e malattie cardiache. Secondo le stime attuali, in Italia le persone che soffrono di patologie della tiroide sono più di 6 milioni, in prevalenza donne.

Sono questi alcuni dei temi trattati da Andrea Lania, responsabile dell’unità operativa di endocrinologia e diabetologia dell’Istituto Humanitas di Rozzano, professore ordinario di endocrinologia e direttore della scuola di specializzazione di endocrinologia e malattie del metabolismo di Humanitas University, intervistato da Marco Klinger, per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.

“La tiroide è localizzata nella parte anteriore del collo, è facilmente visibile – ha esordito – Sono due le malattie più importanti, una è la tiroidite di Hashimoto, l’altra è quella legata alla presenza di noduli tiroidei, perchè in Italia abbiamo un rapporto iodico non così brillante. La nostra area geografica è considerata a carenza moderata di iodio. Per prevenire la comparsa di gozzi o noduli il miglior modo è non avere carenza di iodio, dunque il sale iodato in primo luogo”.

Quello del peso legato a un malfunzionamento della tiroide, spiega Lania, è invece un falso mito: “È vero che il metabolismo tende a rallentare se la tiroide non funziona e se il paziente prende peso si valuta la tiroide. Se la tiroide smette di funzionare allora possiamo attribuire a questo l’incremento di peso, se invece il peso aumenta di poco allora possiamo considerarlo più un alibi”.

E sui sintomi legati ai problemi tiroidei: “Lo iodio è il carburante della tiroide, è il nutriente che serve alla tiroide per fare l’ormone tiroideo. Se c’è una carenza, la ghiandola tende a ingrandirsi, la tiroide cresce e c’è quello che volgarmente si chiama gozzo – ha spiegato – I sintomi legati a un problema tiroideo spesso sono vaghi e aspecifici, si confondono con altre patologie. Dobbiamo mettere insieme i sintomi e pensare alla presenza di un malfunzionamento della tiroide. Pensiamo all’ipertiroidismo: si riscontra ansietà, insonnia e quant’altro e sono cose che possono far pensare se prese tutte insieme”.

Sull’iter in caso di sospetto problema tiroideo: “Inizialmente il paziente si solito va dal medico di famiglia, deve essere lui in grado di indirizzarlo da un endocrinologo- ha precisato Lania- In caso di sospetto problema tiroideo, la cosa fondamentale è vedere se la tiroide funziona correttamente, basta un piccolo prelievo in cui si valuta il funzionamento di due ormoni, TSH e FT4, il secondo step è l’ecografia, l’indagine principale”.

Infine, sulle conseguenze chirurgiche di un problema alla tiroide: “I problemi chirurgici legati alla tiroide non sono così infrequenti: il chirurgo interviene in caso di ipertiroidismo, con una malattia non controllabile con la terapia medica o quando i noduli sono così grossi che vanno rimossi chirurgicamente- ha concluso- Oppure in presenza di noduli che hanno un dato di malignità che si riscontra con l’agoaspirato tiroideo”.

– foto tratta da video Medicina Top –
(ITALPRESS).

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