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Giovanni Paolo II ausiliari Ragusa

ASP e Ospedali

Il manager Aricò non ascolta i rilievi dell'Ance sui criteri

Lavori al nuovo Ospedale di Ragusa: nonostante le critiche, la gara della discordia va in scena

L'Ance aveva contestato i criteri del bando concepito dall'Asp 7 per realizzare la centrale di sub sterilizzazione e completare il reparto di Pediatria del «Giovanni Paolo II». Tuttavia il manager Maurizio Aricò ha deciso di tirare dritto: sette i partecipanti. Ma lo scontro ora rischia di approdare presso l'Autorità Nazionale Anticorruzione.

Tempo di lettura: 2 minuti

RAGUSA. Alla fine la gara per l’affidamento dei lavori di realizzazione della centrale di sub-sterilizzazione e del completamento dei locali della unità operativa di Pediatria dell’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa (nella foto) si è tenuta.

L’Ance aveva chiesto al direttore generale dell’Asp 7, Maurizio Aricò di bloccare le procedure e di aprire il mercato, blindato da alcune condizioni poste nei criteri di scelta della ditta che dovrà realizzare i lavori.

L’associazione nazionale costruttori edili della provincia di Ragusa aveva denunciato che per queste opere del Giovanni Paolo II, le imprese che avessero inteso partecipare alla gara per realizzare le opere edili avrebbero dovuto obbligatoriamente associarsi con una delle tre o quattro aziende italiane abilitate alla fornitura di sistemi di sterilizzazione.

E che inoltre le offerte che non avessero raggiunto il 75% della valutazione tecnica (40 punti sui 60 disponibili, cioè), sarebbero state automaticamente scartate.

In questo modo la commissione di valutazione delle offerte, che si deve basare solo sulla migliore offerta tecnica proveniente da una ditta che comunque si deve necessariamente associare ad un’altra, avrà un potere discrezionale altissimo.

Per questo il presidente dei costruttori ragusani, Sebastiano Caggia, aveva chiesto al manager Maurizio Aricò, di bloccare le procedure e di procedere, in autotutela, all’annullamento del bando e alla formulazione di nuovi e più trasparenti criteri che avrebbero consentite a tante imprese di poter partecipare alla gara.

Tuttavia Aricò non ha ascoltato la richiesta e la gara indetta si è tenuta mercoledì scorso.

I timori di Caggia, si sono purtroppo concretizzati. Solo 7 aziende hanno potuto partecipare alla gara di appalto, quando per gare con analoghi importi, sono almeno 70 le aziende che avrebbero avuto l’intenzione di aggiudicarsi i lavori.

L’importo a base d’asta per realizzare l’impianto di sub-sterilizzazione e completare la pediatria del Giovanni Paolo II, è di euro 2.374.743,24. Nei prossimi giorni verrà reso noto l’elenco delle sette aziende che hanno fatto la loro offerta e in quel caso si potrà capire perché queste condizioni così limitative, perché soprattutto associarsi con un’altra azienda, perché non dare la possibilità a più ditte di partecipare e di fare una scelta realmente in base all’offerta migliore.

L’Ance non ha intenzione di mollare ed è già pronta a coinvolgere nella questione l’Autorità Nazionale Anticorruzione che in passato aveva censurato un analogo comportamento di un altro ente appaltante.

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