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Dal palazzo

La firma

Lavoratori Ipab, via libera alla riqualificazione per prestare servizio nelle Asp

Protocollo di intesa tra gli assessorati alle Politiche sociali e alla Sanità. Foti (Attiva Sicilia): «Adesso pianificare al più presto le attività di formazione al Cefpas e l’entrata in servizio del personale».

Tempo di lettura: 4 minuti

È stato firmato questa mattina un protocollo d’intesa tra gli assessori regionali alla Famiglia, Antonio Scavone (nella foto), alla Salute, Ruggero Razza, e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl, rappresentate rispettivamente da Massimo Raso, Paolo Montera, Salvatore Sampino e Giuseppe Messina, finalizzato alla riqualificazione del personale Ipab per un inserimento nel sistema sanitario regionale attraverso il ricorso agli istituti contrattualmente previsti.

«La recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il passaggio automatico del personale delle Ipab estinte ai Comuni – ha dichiarato Scavone – ha reso urgente un intervento del governo Musumeci, che negli ultimi tre anni ha destinato circa 10 milioni di euro per il pagamento del personale Ipab, per la salvaguardia di queste professionalità. Il protocollo sottoscritto questa mattina prevede da un lato un piano di riqualificazione del personale assunto secondo le regole di accesso al pubblico impiego a totale carico dell’amministrazione regionale, dall’altro l’impegno dell’assessorato regionale alla Salute a fornire il fabbisogno di personale distinto per categorie e mansioni (informatiche e digitali, Oss, ecc.) e a favorire l’accesso dei dipendenti riqualificati nelle strutture pubbliche di pertinenza attraverso gli istituti previsti per legge».

«Un primo passo verso quella riforma complessiva del sistema delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza contenuta nel disegno di legge approvato dal governo Musumeci – aggiunge Scavone – e che lunedì prossimo inizierà il suo iter all’Assemblea regionale. È prevista la trasformazione delle Ipab in aziende pubbliche di servizi alla persona (Asap). In particolare, l’impianto normativo si pone l’obiettivo di superare la disciplina della legge regionale 22 del 1986, ormai anacronistica, e imprimere un definitivo cambio di rotta del modello di assistenza e beneficenza. Introdurrà forme organizzative capaci di assicurare, in maniera più efficiente, efficace ed economica, l’erogazione dei servizi assistenziali, socio-sanitari, socio-educativi e formativi a tutela degli assistiti e anche dei lavoratori del settore».

«Questa misura chiude l’ennesima pagina sul fronte delle vertenze senza la perdita di posti di lavoro, consentendo di assicurare ulteriori risorse umane alla sanità siciliana in uno dei momenti più critici della storia recente», ha commentato l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. «Si tratta – prosegue – di un processo virtuoso, elaborato in sinergia con l’assessorato alla Famiglia, che consente di attivare in tutta la Sicilia quanto sviluppato nei mesi scorsi nel territorio dell’Asp di Catania, dove sta procedendo il percorso di reinserimento professionale degli ex lavoratori dell’Ipab “Oasi Cristo Re” di Acireale all’interno delle strutture dell’azienda sanitaria provinciale. Oggi, grazie a questo protocollo, l’azione si allarga ad ogni area della Regione grazie al coinvolgimento del Cefpas, per la riqualificazione del personale».

Per Angela Foti (nella foto), vicepresidente dell’Ars e deputata regionale di Attiva Sicilia che ha sempre portato avanti la battaglia per dare un futuro lavorativo ai dipendenti delle Ipab, si tratta di grande passo avanti «che permetterà dopo la riqualificazione del personale il collocamento nelle Asp. Si tratta di un atto riparatorio nei confronti di questi lavoratori che per anni sono caduti nel dimenticatoio. Il sostegno dell’assessorato alla Sanità è stato fondamentale in questo percorso e per questo va un ringraziamento all’assessore Ruggero Razza».

Angela Foti

«Adesso- prosegue Foti- è necessario che il Cefpas predisponga un cronoprogramma dei corsi rivolti a tutto il personale dislocato nei vari territori e che le rispettive Asp pianifichino l’entrata in servizio di questi lavoratori, evitando che nonostante la riqualificazione poi non ci sia la possibilità di un utile collocamento nelle strutture sanitarie».

«Il prossimo passo- conclude Foti- toccherà alle commissioni Affari istituzionali e Bilancio prima e poi all’Assemblea Regionale Siciliana per procedere speditamente alla riforma del settore. Per questo reitererò l’urgenza della trattazione».

LA NOTA DEI SINDACATI

«Un obiettivo per cui abbiamo lavorato tanto e che permette finalmente di restituire una prospettiva a tanti lavoratori che da troppo tempo non avevano riconosciuta la giusta dignità professionale. Inoltre, si delinea un modello che potrà essere utilizzato anche per altri settori delle funzioni locali», affermano Gaetano Agliozzo, Paolo Montera ed Enzo Tango, rispettivamente segretari generali regionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

In prima battuta, il protocollo prevede l’avvio di percorsi di riqualificazione dell’attuale personale pubblico delle Ipab con qualifica di operatori socio-assistenziali in operatori socio-sanitari o in altre figure amministrative con competenze informatiche e digitali, sulla scorta delle indicazioni fornite dall’assessorato regionale alla Salute, al fine di poterli impiegare in modo temporaneo o definitivo nelle strutture pubbliche e sanitarie siciliane. I processi di riqualificazione, che avverranno su base volontaria, saranno a totale carico dell’amministrazione regionale che sfrutterà le risorse extra regionali del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e Next Generation Eu.

«Un primo passo verso la risoluzione concreta di una situazione critica che perdura da troppo tempo che vedeva questi lavoratori stipati in un limbo, senza poter nemmeno accedere a misure di sostegno al reddito», proseguono i sindacalisti.

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