Cimo

L’atto di accusa del sindacato Cimo: «Nelle aziende sanitarie siciliane regna sovrano il caos»

20 Dicembre 2016

Il segretario regionale Giuseppe Riccardo Spampinato lancia un appello all'assessore Baldo Gucciardi: «Riprenda in mano il timone e intervenga con urgenza prima che sia troppo tardi».

 

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PALERMO. «Ormai nelle Aziende Sanitarie siciliane regna sovrano il caos. Ognuno va per conto suo e ogni testa è tribunale». Lo scrive Giuseppe Riccardo Spampinato, segretario regionale del sindacato Cimo, aggiungendo: «Abbiamo già segnalato e criticato l’iniziativa dell’Asp di Trapani che revoca i periodi di aspettativa senza assegni a medici e infermieri titolari di contratti a tempo determinato presso altre strutture pubbliche. Il direttore generale dimentica però che anche nella sua Asp sono in atto in servizio dipendenti con contratto a tempo determinato in aspettativa da altre aziende. Quello che contesta ad altri non varrebbe quindi per lui?». (ndr: clicca qui per leggere la precedente replica del dg Fabrizio De Nicola).

Poi il Cimo aggiunge: «L’Asp di Messina ha scelto di seguire l’esempio di quella trapanese. Si rischia di innescare un effetto domino che porterebbe ad acuire in tutte le aziende sanitarie dell’Isola le già gravi problematiche organizzative legate alle carenze di organico a tutti note. A Palermo monta la protesta dei contrattisti ex Lsu di Villa Sofia- Cervello, illusi e poi delusi dal direttore generale Gervasio Venuti, vicenda che ha portato all’occupazione della sede legale, il ripetuto intervento di polizia e carabinieri e che sta paralizzando da giorni l’intera attività della direzione strategica». (ndr: qui la replica di Venuti).

Inoltre, il Cimo denuncia: «Adesso giunge la notizia più grave di tutte: l’ASP di Agrigento ha deciso di subordinare la proroga dei contratti a tempo determinato fino al 30 giugno 2017, stabilita da apposita Circolare Assessoriale, alla firma da parte di medici e infermieri di un documento di rinuncia ad eventuali future rivalse». Secondo il sindacato, ciò sarebbe «forse ai limiti del codice penale, inaccettabile e illegittimo, stiamo valutando se intraprendere azioni legali a tutela dei nostri iscritti».

Infine, l’appello a Baldo Gucciardi: «Caro assessore, le chiediamo di tornare a far sentire la sua voce, le chiediamo di intervenire con urgenza sulle questioni che le abbiamo segnalato per evitare altri inutili e dispendiosi contenziosi legali.  Assessore la esortiamo a riprendere nelle sue mani il timone della Sanità siciliana allo sbando, prima che sia troppo tardi».

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