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L’Asp di Palermo replica alla Fials: «Legittimo e opportuno l’incarico affidato a un legale esterno»

8 Agosto 2019

La direzione generale replica punto per punto alle accuse lanciate dal sindacato.

 

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PALERMO. Dopo le accuse lanciate dalla Fials (leggi qui), che con un esposto alla Corte dei Conti ha denunciato «servizi affidati dall’Asp di Palermo all’esterno, consulenze legali pagate nonostante cinque avvocati dipendenti di ruolo» e la mancata stabilizzazione di centinaia di precari, arriva ora la replica della direzione dell’azienda sanitaria provinciale, contattata da Insanitas.

«Le questioni sollevate dagli operatori ex LSU sono state foriere, nel recente passato, di molte azioni in sede legale che hanno impedito i processi di stabilizzazione degli stessi. E questo, sia nel corso della precedente direzione generale, alla quale è stato impedito di stabilizzare- attraverso più procedure concorsuali- 94 lavoratori contrattisti, sia nel corso dell’attuale gestione che ha proposto la stabilizzazione, per diversi profili, per complessivi 426 posti a tempo indeterminato (a seguito di rimodulazione del piano di reclutamento aziendale)», scrivono dalla direzione aziendale.

E aggiungono: «I recenti ricorsi miravano a bloccare tutte le attività concorsuali dell’azienda e dunque anche quelle del reclutamento del personale sanitario ed imponevano un’azione di difesa forte».

Quanto alla decisione di affidare l’incarico ad un legale esterno, «è stata ponderata ed ampiamente motivata nel provvedimento di conferimento che, lungi dall’essere un atto di sfiducia nei confronti dei legali aziendali, è dettata dall’opportunità di lasciare l’azione legale indenne da qualunque possibile condizionamento, stante che i rapporti all’interno dell’organizzazione tra i lavoratori ex LSU ed il restante personale della dotazione organica, si sono ormai consolidati, come del resto è legittimo e naturale».

Dall’Asp aggiungono: «Si evidenzia che, comunque, anche con l’utilizzo di legali interni l’azienda avrebbe potuto sostenere dei costi, stante quanto previsto dal regolamento aziendale da tempo in vigore che definisce i compensi spettanti ai dirigenti avvocati, secondo gli esiti della difesa».

«La previsione che il servizio legale dell’azienda si potesse trovare in una condizione di incompatibilità e dunque di vulnerabilità, anche solo potenziale, è, già, prevista nel regolamento approvato con delibera n. 348 del 24 maggio 2018. In questa fattispecie si è ritenuto opportuno salvaguardare l’azione di difesa dell’azienda da eventuali potenziali interferenze, in considerazione anche dell’incidenza dell’esito della controversia che era rilevantissima (e cioè il blocco totale di tutte le assunzioni)».

La direzione aziendale sottolinea: «L’azione legale è stata efficace e l’azienda ha salvaguardato gli effetti di tutte le delibere impugnate, non essendo state nessuna di esse sospese. E questo è quanto accaduto, nonostante le dichiarazioni non veritiere pubblicizzate nel merito dalla controparte anche a mezzo del sindacato Fials».

In merito alle altre contestazioni del sindacato, l’Asp afferma: «Esse attendono a questioni organizzative, di carattere anche sperimentale, rispetto alle quali l’Azienda dovrà provvedere con urgenza e con interventi in cui occorre adottare soluzioni di lavoro di grande flessibilità: nessun incremento delle condizioni di precariato, ma solo soluzioni innovative assolutamente diverse rispetto il normale rapporto di lavoro in regime subordinato (soluzioni adottate, tra l’altro, da tutte le aziende sanitarie della Sicilia). La direzione generale dell’Asp di Palermo rivendica, in tal senso, un’autonomia gestionale di cui si assume tutte le responsabilità».

Infine, la direzione generale sottolinea: «Spiace rilevare che ancora una volta il clima di conflittualità alimentato dalla Fials sembra essere volto ad intimidire l’azione della direzione generale che pur si è fatta carico del problema ed ha proposto una soluzione per 426 lavoratori con l’impegno, che si ribadisce, di non lasciare nessuno degli ex LSU in condizioni di difficoltà. I comportamenti che la direzione generale ha subito sino ad oggi, anche con grande senso di pazienza e di rispetto dei ruoli, inducono adesso ad assumere decisioni consequenziali anche a tutela dell’efficacia delle azioni poste in essere e della propria immagine».

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