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emergenza sanitaria

ASP e Ospedali

Proteste anche da Rifondazione Comunista

L’appello di Tamajo all’assessore Gucciardi: «Il punto nascite di Petralia non va chiuso»

Il deputato regionale di Sicilia Futura: «Un territorio fortemente penalizzato come quello delle alte Madonie non può subire una decisione simile». Protestano anche Vincenzo Fumetta e Maruzza Battaglia, rispettivamente segretario provinciale e responsabile delle Politiche di Genere di Rifondazione Comunista di Palermo.

Tempo di lettura: 2 minuti

«Il punto nascite dell’ospedale di Petralia Sottana non va chiuso. C’è un territorio fortemente penalizzato, qual è quello delle alte Madonie anche per la situazione delle strade, che non può subire una decisione simile».

Lo afferma Edy Tamajo, deputato regionale di Sicilia Futura all’Assemblea regionale siciliana, aggiungendo: «Se vogliamo che presto succeda qualche caso di malasanità e che riguardi neonati e mamme allora si accetti colpevolmente la chiusura del punto nascite delle alte Madonie. Ritengo che una soluzione vada trovata immediatamente e auspico che l’assessore alla Salute Baldo Gucciardi consenta il mantenimento nonché il potenziamento del punto nascite a Petralia Sottana».

Sulla vicenda intervengono anche Vincenzo Fumetta e Maruzza Battaglia, rispettivamente segretario provinciale e responsabile delle Politiche di Genere di Rifondazione Comunista di Palermo: «A pochi giorni dalla chiusura del punto nascite dell’ospedale di Petralia Sottana si cominciano già a vedere i primi effetti negativi. Si tratta di un gravissimo attacco al diritto alla salute della popolazione delle Alte Madonie in un territorio che già soffre di una grave carenza di servizi essenziali e che adesso viene ulteriormente sacrificato in nome delle politiche liberiste che guardano al profitto e all’utile economico invece che ai diritti delle persone».

«Noi- aggiungono i due esponenti di Rifondazione Comunista- chiediamo che all’ospedale di Petralia venga applicata la proroga, peraltro già prevista, per le aree montane anche in considerazione dello stato dei collegamenti viari tra i comuni del comprensorio e inoltre ci mettiamo a disposizione per creare una rete tra le forze della sinistra e i cittadini perché il diritto alla salute deve essere realmente garantito, deve essere considerato un bene pubblico e la sanità deve essere pubblica».

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