Resta sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram.

Clicca qui

Dal palazzo

L'incontro tra Toti Amato e il premier

L’appello degli Ordini dei medici siciliani a Renzi: «Situazione intollerabile, siano assunti subito i precari»

Lo ha detto il presidente Toti Amato nel corso di un incontro con il premier a Catania.

Tempo di lettura: 3 minuti

CATANIA. «La condizione della Sanità in Sicilia non è più tollerabile. Ci sono dei bisogni a cui bisogna dare presto una risposta. Stop al precariato per medici e professionisti, la loro assunzione non si può più rimandare perché da anni lavorano in un clima di assoluta incertezza. I primi a pagarne le spese sono i malati e le loro famiglie».

Lo ha detto il presidente della Fondazione degli Ordini dei medici di Sicilia, Toti amato, in rappresentanza di tutti i presidenti degli Ordini siciliani, incontrando il premier Renzi a Catania sui temi della sanità pubblica in Sicilia.

«I nostri ospedali sono già in grande sofferenza in termini di risorse economiche ed umane, senza il lavoro dei precari sarebbero al collasso», ha spiegato Amato invitando il Premier a trovare la soluzione. «Qualunque essa sia purché si trovi” ha ribadito.

«Il 40 per cento dei siciliani è a rischio povertà- ha aggiunto Amato- e vive una condizione di disagio profondo. I piani di rientro per il contenimento della spesa delle Regioni non presentano criteri chiari, capaci di garantire alle fasce a basso reddito la gratuità delle prestazioni sanitarie necessarie. La Costituzione è inclusiva e assicura le cure gratuite agli ‘indigenti’. Tale deve essere per tutti, da Milano a Palermo. È necessario ridisegnare alcune fasce di reddito affinché anche i più poveri abbiano la possibilità di curarsi».

Tutti i presidenti Omceo chiedono innovazione. «In Sicilia ci sono tanti poli di eccellenza- ha detto Amato- Così come ci sono ospedali fatiscenti e con apparecchiature obsolete. L’eliminazione di un gran numero di procedure diagnostiche, spesso ripetute per scarsa efficienza delle apparecchiature obsolete, permetterebbe un grande risparmio. Un ammodernamento della tecnologia potrebbe eliminare ritardi, sprechi e duplicazione di esami, con un risparmio notevole. Un investimento che verrebbe presto ripagato in produttività, qualità dei servizi e soprattutto in sicurezza per i malati».

«Il servizio sanitario nazionale resta uno dei migliori al mondo, abbiamo anche tutti gli strumenti che servono per allineare la qualità dei servizi in tutte le regioni, compresa la Sicilia», ha sottolineato Toti Amato.

Inoltre i presidenti degli Ordini si dicono d’accordo ad una pianificazione centrale «ma che sia a garanzia di regole certe e durature nel tempo e di un nuovo modello di sanità imperniata su una governance nazionale solo per sfruttare al meglio le migliori pratiche delle amministrazioni regionali, che esistono e pochi conoscono. Meccanismi di valutazione e sanzioni potranno essere gli strumenti di verifica dell’efficienza e di stimolo a una maggiore qualità dei sistemi sanitari territoriali, così come succede in altri Paesi europei.

Contribuisci alla notizia
Invia una foto o un video
Scrivi alla redazione

    Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)


    Informativa sul trattamento dei dati personali
    Con la presente informativa sul trattamento dei dati personali, redatta ai sensi del Regolamento UE 679/2016, InSanitas, in qualità di autonomo titolare del trattamento, La informa che tratterà i dati personali da Lei forniti unicamente per rispondere al messaggio da Lei inviato. La informiamo che può trovare ogni altra ulteriore informazione relativa al trattamento dei Suoi dati nella Privacy Policy del presente sito web.

    Contenuti sponsorizzati