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Livio Blasi CIPOMO

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Congresso Nazionale di CIPOMO

L’appello degli oncologi ospedalieri alle istituzioni: occorrono nuovi programmi per tutelare i nostri pazienti

Si è tenuta a Varese, dall’1 al 3 ottobre scorso, il XXIV Congresso Nazionale di CIPOMO (Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri)

Tempo di lettura: 4 minuti

Si è conclusa con un sollecito alle istituzioni la prima edizione “virtuale” del XXIV Congresso Nazionale di CIPOMO (Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri) che si è tenuta a Varese dall’1 al 3 ottobre scorso. “Dopo aver analizzato le problematiche su tutto il territorio nazionale inerenti ai pazienti oncologici durante la Pandemia COVID-19 – afferma il presidente nazionale Livio Blasi – il Collegio vuole sollecitare le Istituzioni preposte, ed in particolare il Ministro della Salute, gli Assessorati Regionali della Salute, le ASL e IRCCS affinché si istituiscano percorsi all’interno di ogni Azienda Sanitaria che tutelino i programmi di cura dei malati oncologici, al fine di evitare ritardi, soprattutto inerenti agli interventi chirurgici. Fondamentale – aggiunge Livio Blasi – è garantire la prosecuzione dei programmi di screening oncologici in sicurezza e lo sviluppo di piattaforme per la gestione dei pazienti a livello domiciliare con procedure di telemedicina. L’obiettivo primario – conclude il presidente nazionale degli oncologi ospedalieri – è quello di evitare sviluppi problematici e dannosi per la salute e la sicurezza di una categoria di pazienti già fortemente provata dalla malattia oncologica”

I Presidenti del Congresso (Livio Blasi, Monica Giordano, Graziella Pinotti e Claudio Verusio), in collegamento da Varese, nei tre giorni del congresso hanno affrontato tematiche legate non solo all’evoluzione della terapia medica Oncologica ma anche alla, oggi più che mai attuale, rivoluzione tecnico-scientifica, organizzativa, filosofica, demografica del mondo della Medicina. Il Congresso si è aperto con un’analisi sugli aspetti organizzativi-gestionali dei servizi sanitari. L’aumento dei tempi di sopravvivenza e le guarigioni delle neoplasie hanno comportato la necessità di modificare le modalità di assistenza da ospedalo-centrica a ‘’territoriale’’, con l’obiettivo di assicurare un’assistenza continua al paziente oncologico.

La qualità della vita dell’Oncologo è stato invece il focus della seconda giornata. Fra gli argomenti affrontati il progressivo cambiamento nella classe medica che vede il sesso femminile sempre più numeroso sia in laboratorio che nei reparti. “E’ il futuro mondo della medicina in generale a tingersi di rosa – afferma la dottoressa Monica Giordano – il 75% degli iscritti ai corsi di laurea in Medicina, infatti, sono donne. L’oncologia, nello specifico, è sempre più scelta del mondo femminile tanto che a oggi il 70% degli oncologi e solo il 17% dei primari sono donne. La quota di colleghe nei reparti di oncologia è in costante aumento, questo ci obbliga a ripensare a dei modelli organizzativi più fluidi e adatti a questo tipo di cambiamento.” Sempre nel corso del secondo giorno sono state affrontate anche le tematiche della relazione medico-paziente e la ‘’rivoluzione’’ dei nuovi trattamenti antitumorali. A conclusione, la sessione interamente dedicata alle terapie di supporto.

La gioventù e, quindi, il futuro dell’oncologia ospedaliera e stata invece al centro dell’incontro del terzo giorno, aperto a tutti, dal titolo: “La ‘Juventus’ vince sempre?”. Particolarmente apprezzata la Lettura Magistrale del filosofo Umberto Galimberti che spiega: “Ascoltiamo e parliamo con i giovani, loro possono cambiare il futuro. Per farlo – aggiunge il Prof. Galimberti – si devono rendere conto di vivere in un’epoca nichilista, ovvero senza scopo, con un futuro imprevedibile che li porta a dover trovare la giusta motivazione grazie alle proprie virtù e alla propria biologia, infatti è proprio nei primi trent’anni di vita che si ha il massimo della potenza mentale e intellettuale”.

“Durante un periodo così duro e impegnativo per tutti noi dovuto all’attuale emergenza sanitaria – conclude il presidente nazionale CIPOMO Livio Blasi –  è ancora più importante discutere e proiettarci verso un futuro quanto più innovativo. Le nuove tecnologie, come l’Intelligenza Artificiale, la Realtà Aumentata (AR), la Realtà Virtuale (VR) e la Mixed Reality devono essere messe al servizio di una nuova sanità che ponga, realmente, al centro dell’attenzione il paziente. La figura dell’Oncologo è in continua evoluzione, quindi vogliamo raccontarlo dando un valore ancora più importante ai giovani che rappresentano il nostro futuro.’’

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