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L’annuncio di Razza: «Da domani tamponi anche nei laboratori analisi privati»

22 Marzo 2020

La ricostruzione epidemiologica dei casi evidenzia come il rientro dal nord ha avuto un effetto sul numero dei contagi

 

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PALERMO. “Ho firmato questa mattina il decreto che autorizza il dipartimento per le attività sanitarie a pubblicare l’avviso pubblico che allarga anche ai laboratori privati la possibilità di fare i tamponi al personale sanitario e tutti i soggetti tornati in Sicilia. Il requisito per i lavoratori è quello di avere le tecnologie adatte per analizzare i tamponi esattamente come avviene nei laboratori pubblici. E’ chiaro che un maggior numero di tamponi farà emergere un numero superiore di casi positivi, ma questo no deve preoccupare. Stiamo lavorando provincia per provincia per farci trovare pronti nel momento in cui arriverà il picco dei contagi”.

Lo afferma l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. E proprio sulla crescita del numero dei contagi, aggiunge:  “è legata alla crescita dei tamponi effettuati, nel rapporto tra i tamponi effettuati e tamponi la Sicilia è ampiamente sotto il dato delle regioni del Nord. Fa anche ben speranza l’aumento costante dei ricoveri in Terapia Intensiva (55 in tutto). Cresce il contagio nelle aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina” (leggi qui i dati aggiornati)

Numeri freddi e impietosi che però spiegano la situazione attuale che stiamo vivendo. “Questo fenomeno va spiegato – prosegue Razza -. In primo luogo va collegato con l’aumento del numero di tamponi che si registra in Sicilia, come prevede l’ordinanza del Presidente della Regione. Siamo arrivati a oltre 6 mila. Di questi 630 sono risultati positivi”.

Dalla ricostruzione epidemiologica dei casi è stato ricostruito come i contatti con provenienza dalle aree di contagio del nord nei 14 giorni precedenti abbiano avuto un effetto sul numero dei contagi totali.

“Ecco perché raccomandavamo maggiore cautela nel rientro in Sicilia, ed ecco perché noi chiediamo ai cittadini di rispettare le indicazioni sull’isolamento in quarantena volontaria o obbligatoria. Chi ha rispetto dei sanitari deve rispettare le regole”, dice Razza che intanto conferma che i più grossi focolai sono avvenuti nelle tre aree metropolitane di riferimento: Palermo, Messina e Catania.

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