L’alta formazione entra in corsia: coinvolti oltre 1.000 lavoratori di 92 imprese della Sanità privata italiana

13 Giugno 2016

Si è concluso il piano formativo «IT HEALTH- Innovation Technology», finanziato da Fondimpresa e con ente capofila la società catanese Civita. Le siciliane partecipanti: 25 a Catania, 13 a Siracusa, 5 a Palermo, 5 a Trapani e 2 a Ragusa. Tra i temi, la gestione di un archivio digitale e di un fascicolo sanitario elettronico.

 

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CATANIA. Gestire un archivio digitale o un fascicolo sanitario elettronico, ma anche saper mettere in campo capacità organizzative e decision making. L’alta formazione entra ‘in corsia’ con IT HEALTH- Innovation Technology”, il piano settoriale e multiregionale finanziato da Fondimpresa, il fondo interprofessionale di Confindustria e Cgil, Cisl e Uil con ente capofila la società catanese Civita, e partner Espansione e Spazio Formazione.

Al piano hanno partecipato 1.071 dipendenti, di cui l’oltre il 40% è donna (448) e il 30% ‘over 50’ e stranieri (331), mentre solo il 7% sono giovani di età compresa tra i18 e i 29 anni ( 82).

Coinvolte 92 imprese del settore della Sanità privata, nelle regioni Abruzzo, Campania, Lazio, Piemonte e Sicilia. Nella nostra regione hanno aderito al progetto 25 imprese a Catania, 13 a Siracusa, 5 a Palermo, 5 a Trapani e 2 a Ragusa.  Altrove, spiccano le 13 aziende di Napoli, 10 di Avellino, 5 a testa Torino e Roma e 6 Caserta.

Un settore, quello della sanità privata, in cui i cambiamenti sociali e demografici, l’evoluzione scientifica e tecnologica della scienza medica, l’invecchiamento della popolazione, il contenimento della spesa sanitaria, rendono necessario ripensare a un nuovo modello organizzativo delle strutture.

Il Piano formativo IT-HEALTH ha puntato sull’innovazione tecnologica (41,48%, 1340 ore), la digitalizzazione dei processi (41,79%, 1350 ore), e sulla qualità organizzativa e sul potenziamento e il rinnovamento delle competenze delle proprie risorse umane, quale elemento determinante del vantaggio competitivo delle imprese(16,71%, 540 ore).

Le ore di formazione son state in totale 3.230, il 60% delle quali (1940) ha permesso l’acquisizione di competenze verificate e certificate (crediti ECM), 730 ore sono svolte in modalità interaziendale pari al 22,60%. Complessivamente, sono state realizzate 160 edizioni formative, con 35 tipologie diverse.

Ad illustrare i dati nel corso di un incontro nella sede palermitana di Confindustria Sicilia, alla presenza anche di Giovanni Catalano, presidente OBR SICILIA (estensione territoriale Fondimpresa) e Giovanni Giangreco (Civita), è stata Nanda D’Amore, responsabile del progetto: «Il piano che ha puntato sul lavoro competente, creando percorsi formativi su due ambiti assolutamente avanzati, si caratterizza per un altro peculiare aspetto: l’aver messo, una lente di ingrandimento su 92 aziende della sanità privata, da Nord a Sud, permettendo un confronto virtuale dei punti di forza e di debolezze di ogni singola struttura, dimostrando, come, quando si parla di eccellenza, di qualità, di competitività e di competenza, l’obiettivo diventa unico».

«La formazione è fondamentale per promuovere competitività tra le aziende- ha commentato Bartolomeo Perna, FPL UIL nazionale- ma purtroppo costa, ecco perché lo strumento offerto da Fondimpresa consente, sfruttando le risorse che le stesse aziende accantonano, di garantire livelli di eccellenza sia del personale che dei servizi offerti».

«Ancora più importante per le aziende della sanità privata- ha aggiunto Denise Amerini, Funzione Pubblica CGIL nazionale- spesso piccole, poco competitive e poco innovative».

Per la realizzazione delle azioni del piano formativo, sono stati coinvolti le parti sociali, con il loro coinvolgimento istituzionale nell’ambito del Comitato Paritetico di Pilotaggio, e l’Istituto per le Tecnologie Didattiche (ITD) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Palermo con cui è stato realizzato un monitoraggio sperimentale.

«Si è trattato di un monitoraggio basato sulla teoria del ‘comportamento pianificato’- ha illustrato Simona Ottaviano, ricercatrice ITD CNR – che ha analizzato la motivazione ad apprendere dei lavoratori e ha dato ottimi risultati».

Nella foto da sinistra: Giovanni Giangreco, Nanda D’Amore, Denise Amerini e Bartolomeo Perna. 

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