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Dal palazzo

L'audizione all'Ars

L’allarme della Fimmg Sicilia: «A rischio l’assistenza nelle guardie mediche»

Secondo Galvano e Tramonte «centralizzare le Usca alla Fiera del Mediterraneo significa spogliare la medicina del territorio».

Tempo di lettura: 2 minuti

«Da Palermo ad Agrigento, passando per Trapani, si assiste ad uno scenario surreale. Quasi la metà delle guardie mediche ordinarie sono senza medici titolari e quelle turistiche senza medici, mettendo a serio rischio l’assistenza sanitaria di base». Lo hanno detto il segretario regionale generale Fimmg Sicilia Luigi Galvano (nella foto di Insanitas) e il segretario Ca Luigi Tramonte, ieri pomeriggio in Commissione Sanità dell’Ars durante l’audizione sulle criticità della riorganizzazione delle Usca. «Pensare di tracciare i positivi – hanno spiegato i rappresentanti regionali della Federazione italiana dei medici di famiglia-  concentrando all’hub alla Fiera del Mediterraneo tutti i medici, sanitari e amministrativi dei distretti di un’area metropolitana così grande come quella della provincia di Palermo, significa spogliare la medicina del territorio e costringere le persone a percorrere anche più di 150 chilometri di strada per arrivare ad un hub, oggi semivuoto e  dove già operano circa 1200 operatori contrattualizzati».

«Una rimodulazione delle Usca così centralizzata– secondo la Fimmg- sconfessa ancora una volta il tracciamento di prossimità dei positivi e dei contatti stretti stabilito dal Commissario Figliuolo. Il risultato è che ad oggi la Sicilia resta inchiodata all’ultimo posto per copertura vaccinale e, al di là delle piccole oscillazioni giornaliere, quasi sempre resta la prima regione del Paese per nuovi casi di contagio. Tutto questo, in un momento in cui cresce e preoccupa, soprattutto nelle zone turistiche, la variante Delta, già diffusa in Italia per oltre il 25%, e l’aumento dei contagi per la crescita dei contatti sociali, viaggi e l’allentamento delle restrizioni sociali».

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