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L’aggressione ai due operatori della Seus: solidarietà dall’Associazione autisti- soccorritori italiani

28 Dicembre 2016

Il presidente regionale Stefano Casabianca interviene su quanto accaduto a Porto Empedocle: «Gli operatori del soccorso sanitario meritano rispetto».

 

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«Piena solidarietà agli autisti- soccorritori della Seus che hanno subito l’aggressione a Porto Empedocle». La esprime con una nota firmata dal presidente Stefano Casabianca l’A.A.S.I. (Associazione Autisti Soccorritori Italiani), intervenendo su quanto accaduto la vigilia di Natale in provincia di Agrigento (leggi qui il relativo articolo) e sottolineando anche «il duro lavoro svolto quotidianamente» dai dipendenti della società consortile che cogestisce il servizio di emergenza- urgenza 118 in Sicilia.

«L’associazione autisti soccorritori italiani, sia pubblici che privati, sia volontari che dipendenti, è stata costituita con l’obiettivo di promuovere la professionalità di questa categoria attraverso la formazione ed il riconoscimento giuridico della figura professionale di autista- soccorritore addetto all’emergenza medica a vantaggio della sicurezza e della qualità dei servizi offerti ai cittadini- utenti», si legge nel comunicato stampa.

Casabianca poi aggiunge: «Ritengo che l’associazione autisti soccorritori italiani sia un’associazione da impiegare al massimo per promuovere la formazione ed il riconoscimento della figura giuridico- professionale, discutere dei problemi della categoria, agevolare lo scambio di competenze tra gli autisti soccorritori, informare il grande pubblico sul duro lavoro quotidiano svolto dalla nostra categoria, sempre al fianco di chi soffre. Ma anche, da sfruttare per coltivare i legami di amicizia tra i colleghi e gli altri attori del soccorso sanitario. Nonché favorire lo sviluppo della prevenzione e delle attività formative a tutela della salute».

L’Aasi, quindi, auspica «una campagna di comunicazione sociale risolta al grande pubblico inerente al rispetto degli operatori del soccorso sanitario. Dopo gli ultimi fatti appresi dagli organi di stampa, siamo sempre più convinti che il grande pubblico deve maggiormente rispettare gli operatori del soccorso».

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