«La vera medicina estetica? Cura di sé senza stravolgere il proprio aspetto»

13 Luglio 2020

L'intervista di Insanitas al dottore Alfredo Alioto.

 

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PALERMO. «L’immagine è una parte della vita di cui non possiamo fare a meno, qualsiasi sia il mestiere che facciamo. La medicina estetica non è la cultura tramandata dalla televisione: è cura di sé senza stravolgere il proprio aspetto, oltre che il recupero di alcuni aspetti del nostro corpo».

Per InSanitas abbiamo intervistato il dottore Alfredo Alioto (nella foto), medico generale e di medicina estetica, con un percorso intrapreso nella Scuola Post-Universitaria di Medicina Estetica di Milano, Agorà, e che pratica all’interno del suo studio di medicina generale a Bagheria.

Quali sono gli inestetismi più richiesti? E quali mezzi occorrono per contrastare la concorrenza, sempre più spietata, in questa branca medica?
«Il messaggio per cui lotto è che la medicina estetica non è quella subcultura che ci viene tramandata attraverso i media. Non va nascosta se uno la pratica e non va pensato che siano le cosiddette “labbra a canotto”, che si vedono in televisione. Deve essere interpretata come prendersi cura di sé senza stravolgere il proprio aspetto ma semplicemente mantenendolo il più possibile. L’immagine è una parte della nostra vita di cui non possiamo fare a meno. Non c’è niente di male a prendersi cura di sé anche ad un’età avanzata. Non è quindi una vergogna. Inoltre, la cultura ci dice che la medicina estetica deve essere un appannaggio di un tipo di look estremo. Invece non è così. La medicina estetica è stata estremizzata dai personaggi popolari, che l’hanno esasperata su sé stessi. La medicina estetica, invece, è recupero e prendersi cura di sé: è rispettare la propria pelle e non eccedere, non è stravolgere. Nell’incedere degli anni, ad esempio, le labbra si ritraggono verso l’interno. Non c’è nulla di male nel prendersi cura di sé».

Rughe, labbra e parti del corpo. Quali sono gli inestetismi più trattati?
«Occhiaie, contorni occhi e fianchi per gli uomini, che chiedono trattamenti non nella stessa percentuale delle donne di età avanzata e di ragazze molto giovani. In termini statistici, ci si rivolge ad aspetti del corpo, ma soprattutto del viso. Le richieste sono sulla prevenzione dell’invecchiamento, sulle rughe e sulle modifiche di certe forme, come le labbra. I media ci impongono un certo tipo di look. Spesso la ricerca non è tanto nell’imitazione, ma quasi. C’è uno standard molto più alto, in questo senso, tra i più giovani, i cosiddetti “figli del millennio”, ovviamente più legati all’apparire. I cosiddetti “beauty influencer”, di Instagram, che non fanno altro che postare i propri selfie e mandare un’immagine di sé. Non c’è un pensiero o un’idea scritta dietro ma tutto si racchiude in un’immagine. Questo riguarda una medicina estetica estremamente giovane».

Per quanto riguarda le fasce più alte di età?
«La medicina di cui mi occupo a più ampio spettro è quella del recupero, quindi dell’antiaging, di persone che si prendono cura di sé, del proprio aspetto e della pelle, di prevenzione dell’invecchiamento. Ci sono danni come quello da fumo di sigaretta, con le rughe cosiddette “codice a barre”, le rughe del contorno labbra, che si ampliano ancora di più in quelle persone che fumano».

Quali sono i trattamenti utilizzati?
«I trattamenti più comuni sono i filler e la biorivitalizzazione. Tutti attraverso piccole punture con aghi molto sottili e l’applicazione di acidi ialuronici a diversi gradi di densità, che servono a ridurre delle rughe più marcate, dove serve un filler con acido ialuronico maggiore, fino a delle rughe più sottili o alle labbra, dove servono filler sempre a base ialuronica, che potrebbero essere più o meno volumizzanti di quelli che si usano per le rughe nasogeniene, cioè le rughe naso-labiali, che vanno dal naso alla bocca. Per quanto riguarda la biorivitalizzazione, vengono utilizzate piccole punture, non nello specifico della ruga, ma in alcuni punti generici del viso e sono dei complessi polivitaminici e polipeptidici insieme all’acido ialuronico che servono a ringiovanire la struttura della pelle, in modo da acquisire e da stimolare di nuovo le fibbre collagene a produrre elastina, acido ialuronico, quindi a tendere a ringiovanire la pelle».

Quanto dura generalmente un trattamento?
«È soggettivo, ma generalmente tra gli otto e i dieci mesi. Più volte si ripete, più a lungo durerà. La volta successiva potrebbe durare fino a un anno e poi per la porzione prevalentemente superiore del viso quindi fronte, zampe di gallina e rughe nasali si usa il botox, la tossina botulinica, fatta in precisi punti perché è importante saperlo iniettare. Quello dura intorno ai 6 mesi. I trattamenti delle rughe si fanno una sola volta in un’unica seduta, poi si fa una seduta di controllo ai 10 giorni circa, per vedere se è necessario qualche ritocco. Infine ci si vede quando la paziente ritiene che la parte si sia sgonfiata e la vuole rifare. Nel trattamento di biorivitalizzazione ci sono tre sedute che si fanno ogni anno a distanza di 20 giorni e poi si ripetono all’anno. Nulla è obbligatorio. L’interruzione non comporta nulla, se non che riapparirà quel processo di invecchiamento che non si voleva vedere».

Quali sono gli strumenti di comunicazione più efficaci per farsi conoscere e raggiungere il cliente?
«Lavoro tantissimo attraverso Instagram e Facebook. Soprattutto Facebook perché è settorializzato verso una fascia di età, avanti negli anni. Instagram è molto più giovane. Oltre ad una pagina Facebook, il mio mezzo sono delle fotografie amatoriali fatte del prima e del dopo trattamento senza artifizi, senza software che alterino la reale fotografia. La qualità non si può fare sul passaparola. La medicina estetica oggi è molto vasta e praticata, non c’è un’esclusività. Una foto che parli chiaro di un dato di fatto credo sia la prova più tangibile. Da questo si genera il passaparola. La prima mossa rimane la foto del social, del sito o piuttosto che siti che creano contatti come “Guida estetica”, “Mio Dottore”, dove la gente si rivolge per cercare un determinato specialista o un esperto, nella propria zona. Nella medicina estetica, in assoluto, più che in qualsiasi altro tipo di specializzazione, la rete è il mezzo di comunicazione fondamentale per farsi conoscere e generare clientela».

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