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Coronavirus

La Sicilia punta sui test rapidi, ecco come funzionano e come verranno utilizzati

Ieri all'aeroporto di Comiso l'arrivo del primo aereo i cui passeggeri sono stati sottoposti al controllo

Tempo di lettura: 2 minuti

Uno strumento veloce ed estremamente utile, il test rapido per il covid-19 funziona esattamente come il classico tampone, ma è in grado di dare il risultato nel giro di 15 minuti “E’ un test immunocromatografico nel quale si ha l’incontro fra il potenziale antigene e l’anticorpo, con un margine di errore – spiega il direttore sanitario dell’Asp di Ragusa Raffaele Elia – del solo 7% per i falsi negativi. Inferiori all’1% invece i casi in cui il test può dare dei falsi positivi.”

La Sicilia sta puntando tantissimo su questo strumento, ha già acquistato 2 milioni di test, di cui 1,2 milioni già distribuiti mentre gli altri 800 del primo lotto verranno distribuiti la settimana prossima. Ma non è tutto, un nuovo lotto di 3 milioni di test è già stato ordinato ed è in arrivo per essere utilizzato nelle scuole (dove già ne sono stati usati a migliaia), nei porti ed aeroporti per i passeggeri provenienti dall’estero. Misura quest’ultima che fino a ieri era adottata indiscriminatamente per tutti i voli mentre da oggi torna ad essere valida solo per quelli provenienti da Grecia, Spagna, Croazia e Malta e per le persone entrate in stretto contatto con soggetti risultati positivi al covid-19

Siamo andati a Ragusa, l’ASP è infatti capofila per la distribuzione dei test rapidi in Sicilia, per verificare da vicino come funziona il test e come è stata attivata la rete di distribuzione, proprio in concomitanza dell’arrivo, all’aeroporto di Comiso, del primo volo di passeggeri provenienti dall’estero che sono stati sottoposti per la prima volta al test rapido.

Lo strumento appare davvero utile e capace di offrire un serio contributo alla lotta contro la pandemia, appare chiaro però che si rende necessario un coordinamento anche con le altre regioni. In questo momento infatti vengono controllati i passeggeri che provengono dall’estero con volo diretto, ma non chi fa scalo in un aeroporto italiano per poi raggiungere la Sicilia. Purtroppo sono diverse le regioni che ancora non hanno adattato una simile contromisura, rischiando di vanificare in parte questo tipo di controlli.

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