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Salute e benessere

Lo studio

La ricerca di un’odontoiatra trapanese: «Il Covid-19 attacca anche il cavo orale»

Lo studio ha preso in considerazione pazienti italiani e spagnoli e sottolinea come vi si creino delle lesioni.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Il Covid-19 attacca anche la bocca. È il risultato al quale è giunta una ricerca dell’odontoiatra trapanese Stefania Morici (nella foto) e pubblicata sulla rivista scientifica “Journal of Medical Research and Health Education”.

Lo studio ha preso in considerazione la cavità orale in pazienti, italiani e spagnoli, affetti da Covid-19, e sottolinea come vi si creino delle lesioni, simili all’afta, arrivando ad un’ulcera coperta da pseudo-membrane sulla superficie del labbro il quale, a sua volta, diventa necrotico. O, in alternativa, compaiono delle vesciche.

«Essendo il cavo orale lo specchio delle patologie a livello sistemico, ci siamo chiesti se l’infezione da Covid-19 poteva avere delle manifestazioni cliniche, delle lesioni dettagliate che potevano differenziarle da altre patologie a livello orale- spiega la dottoressa Morici- Applicando le valutazioni su Covid hospital, ci siamo resi conto che, sia a livello organico, sia a livello locale, esistevano lesioni che vanno in diagnosi differenziale, ma che sono specifiche per Covid-19».

L’evidenza clinica ha dimostrato che il Covid-19 può essere un virus multiorgano e colpire il sistema nervoso centrale, con vomito, diarrea e mal di testa, ed anche quello periferico con nevralgia, ipogeusia, vasculite dermica sistemica, soprattutto negli arti inferiori, muscoli glutei e bocca. Tutte manifestazioni che hanno un quadro infiammatorio specifico.

Secondo le cartelle ed i rapporti clinici e fotografici dei pazienti (forniti dalla professoressa Galvan Casas dell’Università di Madrid e dal dottore Armato, pneumologo dell’ospedale di Trapani Covid-19), la bocca è anche un bersaglio del Covid-19, il quale si manifesta con lesioni di tipo virale nella bocca e nei tessuti periorali. Antigeni specifici di compatibilità istologica sono stati rilevati con la diffusione del nuovo Coronavirus e la malattia ha dimostrato di avere una recidiva clinica nel 90% dei casi.

Un fattore predisponente è rappresentato dall’immunosoppressione da cause virali. I pazienti affetti da Covid-19 con forme gravi della malattia presentano ipercheratinizzazione circolare dell’epitelio, con lisi ematica in superficie, in particolare l’enantema gengivale maggiore in entrambe le arcate dentali. Il virus si replica nell’epitelio polmonare e, quindi, si diffonde nella pelle e nelle mucose sotto forma di piccole maculo-papule eritematose che si rompono e si sviluppano in eruzioni coperte da croste.

Uno dei segni clinici più diffusi è l’enantema della mucosa della bocca, che presenta vesciche puntiformi circondate da un alone eritematoso. In alcuni casi, inoltre, sono state anche riscontrate delle lesioni simili all’afta epizootica nella mucosa intra-orale, a partire da piccole macchie di 1-2 millimetri le quali, in pochi giorni, si uniscono a formare un’unica ulcera coperta da pseudo-membrane sulla superficie del labbro.

Le labbra appaiono gonfie, screpolate e coperte da escrescenze sanguinanti che diventano necrotiche, chiaramente delimitate da tessuto eritematoso duro e fibrina. Infine, sono emersi importanti punti di riflessione sui possibili effetti delle terapie farmacologiche attualmente in uso sui pazienti affetti da Covid-19 e sulla remissione di tutti i sintomi e segni clinici anche a livello della bocca.

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