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Il caso

La protesta di una mamma: «Sospesa l’assistenza domiciliare al mio bambino»

I disagi dopo l'avvicendamento tra le cooperative erogatrici del servizio in provincia di Palermo. Dall'Asp e da Medicasa assicurano che il disservizio sarà risolto a breve. La donna sottolinea pure che il supporto dovrebbe prevedere logopedia e psicomotricità.

Tempo di lettura: 3 minuti

Problemi e disagi nell’assistenza domiciliare integrata in provincia di Palermo, in cui vi è stato un avvicendamento tra le cooperative erogatrici del servizio, da Sisifo a Medicasa. In particolare diversi disservizi si stanno verificando nel comprensorio di Misilmeri, Villafrati, Villabate in cui alcune persone sono rimaste senza assistenza da giorno 20 dicembre.

Parliamo soprattutto di anziani, ma anche di bambini disabili gravissimi, ed è proprio da una mamma che arriva la richiesta di aiuto ad Insanitas: «Mio figlio ha sette anni ed era seguito da Sisifo da quando ne aveva tre- dichiara Anna Maria Cuttitta– Ha sempre usufruito dell’assistenza domiciliare integrata per logopedia e psicomotricità. Adesso dal 20 dicembre non è venuto più nessuno a casa mia, mi ha telefonato un fisioterapista di Medicasa per venire a fare la terapia a mio figlio perché pensava non deambulasse, ma il bambino cammina perfettamente, sono altri i suoi problemi che possono essere mitigati solo facendo psicomotricità. Per cui il fisioterapista non è mai venuto a casa mia».

Dall’Asp di Palermo, responsabile del servizio, confermano che «Il cambio di gestione del servizio- in un momento di festività e soprattutto di aumento dei contagi da Covid 19 – ha comportato delle criticità che l’Azienda in questione ha garantito risolverà in breve tempo. L’interlocuzione è continua. Nel caso specifico, l’operatore assegnato è risultato positivo prima di avviare l’attività domiciliare. A breve, e cioè entro la giornata di oggi (la risposta dell’Asp ad Insanitas è di ieri, ndr), l’Azienda che gestisce il servizio impegnerà un nuovo operatore».

La signora ha però riferito ad Insanitas che dovrebbe ricevere due operatori e non uno, appunto per logopedia e psicomotricità, cioè il piano terapeutico seguito fino ad ora per il bambino da Sisifo, come confermato al nostro giornale dal responsabile della cooperativa precedente. Succede, inoltre, che la signora Cuttitta e il figlio ieri sera sono stati messi in quarantena dall’Asp con  la motivazione che il fisioterapista di Medicasa risultato positivo avesse visitato il bambino. Una visita, invece, che non c’è mai stata come ha confermato ad Insanitas anche l’Asp stessa. Un disguido che sarà prontamente risolto: stamattina, infatti, l’Asp ha chiamato la signora Cuttitta, si è scusata dell’errore e sta provvedendo a mandare la revoca delle quarantene.

Stamattina arrivano notizie in merito anche dalla sede centrale di Medicasa che chiarisce quanto detto dall’Asp: «La presa in carico dei pazienti da parte nostra può avvenire solo dal giorno in cui entriamo in servizio, per cui prima del 20 dicembre non potevamo accedere ai dati dei nostri pazienti per organizzarci in caso mancasse qualche figura professionale- riferiscono ad Insanitas- Nel caso specifico, il piano di cura del bambino prevede una riabilitazione neurofisiologica per cui il personale di Medicasa ha ottemperato correttamente proponendo un fisioterapista in grado di effettuare quel tipo di trattamento specifico prescritto dall’Asp. Siccome la signora ha rifiutato questo tipo di assistenza e ha rivendicato il fatto di volere continuare con lo psicomotricista che avevano avuto fino a quel momento, abbiamo contattato un professionista che dovrebbe entrare in servizio a Medicasa. I primi giorni di gennaio, quindi, potrebbe essere ripristinato il servizio».

Infine, da Medicasa aggiungono: «Stiamo facendo tutte le verifiche perché ci sono diversi operatori che devono essere integrati per il ripristino totale del servizio. Inoltre, c’è una grave carenza di personale sul territorio anche perché il periodo è particolarmente complicato per via dei contagi, quindi i colleghi si stanno prodigando veramente tanto per subentrare garantendo la continuità terapeutica a tutti i pazienti».

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