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La mia esperienza in un concorso ospedaliero di Direttore di Struttura Complessa: “Un sistema perverso”

14 Luglio 2020

"Analisi di un sistema che non è efficace né efficiente", la lettera aperta del professore Antonello Giarratano sulle procedure concorsuali adottate in Sicilia per la direzione di UOC

 

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Il tema dei concorsi ospedalieri è probabilmente uno dei più sensibili e delicati nel complesso mondo della sanità. Fra procedure di stabilizzazioni, mobilità, vecchie graduatorie ancora aperte e nuove procedure concorsuali è davvero complicato trovare il bandolo della matassa. Spesso la nostra redazione si è occupata dei temi sopra indicati, raccogliendo le testimonianze dei tanti precari della sanità, riportando la cronaca delle vertenze sindacali e pubblicando ogni novità sul fronte “lavoro”.

Oggi, grazie alla lettera firmata dal professore Antonello Giarratano, pro Rettore dell’Università di Palermo e presidente designato S.I.A.A.R.T.I., focalizziamo l’attenzione sul tema dei concorsi ospedalieri per l’attribuzione dell’incarico di Direttore di Struttura Complessa.

Giarratano sgombera immediatamente il campo da possibili speculazioni politiche, “Non è una mia personale battaglia, ma solo un appello che rivolgo all’assessore Ruggero Razza e, per opportuna conoscenza, alle organizzazioni sindacali, al fine di frenare e correggere il tiro su un sistema perverso che, a certi livelli diventa fuori controllo e eticamente insopportabile, non per me che ho altri ruoli ma per centinaia di colleghi competenti che cosi si vedono esautorati. Un sistema che, con circolari e regolamenti interni in alcune aziende (non sempre e non tutte per fortuna) salta le normative generali nazionali concorsuali.

Qui di seguito il contenuto della lettera del professore Giarratano:

Inizio la mia lettera appello con la risposta a due domande .

  • Perché indirizzo questa mia richiesta pubblica alla attenzione dell’Assessore della Salute ?

Perché ho avuto modo di verificare direttamente e personalmente,  in questi 6 mesi di collaborazione nel CTS-Covid Regione Siciliana, con quale attenzione e rigore l’Assessore ha condotto scelte tecniche sanitarie  che avevano anche risvolti ” politici “ , puntando a logiche unicamente sanitarie di tutela della salute pubblica.  Perché, rappresentando l’Istituzione è l’unico che possa , come si comprenderà nel prosieguo di questa lettera, intervenire perché un sistema non efficace ( e non efficiente) di selezione della Dirigenza del Sistema Sanitario Regionale (SSR) non si ripercuota poi sulla salute dei cittadini e ne favorisca la migrazione verso altri SSR

  • Perché un Professore Universitario con diverse “cariche” universitarie e ospedaliere e Presidente designato di una Società Scientifica Nazionale che conta circa 10.000 Anestesisti Rianimatori iscritti si interessa e presenta la sua candidatura a un Concorso Ospedaliero di Struttura Complessa ?

Perché proprio per il ruolo istituzionale che ricopre , che non è solo nella formazione sanitaria ma anche di rappresentanza scientifica di un mondo sanitario centrale nell’area critica e anestesiologica perioperatoria chirurgica, si propone da sempre di promuovere la qualità e il merito . Da anni , registra invece , ricevendo in tal senso sollecitazioni continue a intervenire dagli stessi Colleghi che vedono nella Istituzione Università e nella Istituzione Società Scientifica un punto di riferimento, un sistema di arruolamento ospedaliero in particolare per le Strutture Complesse (i vecchi primari) che, normato sul piano nazionale dai DLgs 483 e 484/1997 e successive integrazioni tendenti alla qualità e al merito , viene troppo spesso esautorato da circolari regionali o addirittura “aziendali” .  Queste interpretate liberamente e con procedure molto variabili in qualche Azienda Ospedaliera esitano in meccanismi valutativi “anomali” che alla fine non possono che condizionare in modo “anomalo” l’esito del concorso .

Tacere  e come pochi altri “colleghi più anziani e più esperti” suggeriscono accettare con rassegnazione lo status quo  “ perché ti esponi , e così esponi anche chi ti sta vicino ….. “?

L’insegnamento ricevuto nella mia formazione familiare, culturale  e professionale è stato diverso : l’Istituzione e chi , con sacrificio e col lavoro, ha comunque la fortuna di ricoprire ruoli Istituzionali non può stare in silenzio quando un suo intervento può essere decisivo o per stimolare la soluzione o , come nel caso della Istituzione cui mi rivolgo, per risolvere la criticità grave.

Detto questo perché il sistema è inefficace (l’efficacia indica la capacità di raggiungere l’obiettivo prefissato) e quindi è incapace di raggiungere l’obiettivo di avere il “migliore” ( il più esperto, il più competente, il più capace) alla guida di una struttura complessa della nostra Sanità.

Il dr. Carlo Marras (56 anni) neurochirurgo sardo che assunto al Bambin Gesù ha fatto qualche giorno fa un intervento unico al mondo potrebbe mai venire assunto per portare quella esperienza e quella qualità in alcune aziende sanitarie della nostra Regione Siciliana?

No , e spiegherò perché.

Un concorso per direttore di struttura complessa in alcune nostre Aziende Sanitarie non sembra  seguire i criteri per la valutazione dei curricula previsti dalle norme nazionali ma viene lasciato spazio a libere interpretazioni  di circolari dell’assessorato della salute anche datate ( 2014 e quindi non di questo Governo) le quali riprendendo linee guida regionali della conferenza Stato Regioni le integrano distorcendone la valenza e creando un mostro che appare antigiuridico e antimeritocratico ( e infatti i Commissari anche a disagio si affannano per giustificarsi a citarle) .

Se Chi ci legge dovesse  valutare un candidato/a con 32/35 anni di servizio , casistica ed esperienza di alto livello , complessità e volume, esperienza pluriennale organizzativa, autore di numerose pubblicazioni e magari che abbia anche una attività didattica certificata pluriennale, e ancora che lavori in un DEA di II livello con expertise (in adulti e pediatrici) Anestesiologia Intensivologica anche in Neuro e CardioChirurgia , e poi  si trovasse difronte un altro/a candidato/a che ha 12/14 anni di servizio con casistica varia ma evidentemente limitata nei volumi dalla limitata esperienza, con competenza maturata pari alla diversa ridotta esperienza , e che, nonostante in un ruolo ospedaliero sia preminente e determinante l’esperienza professionale sanitaria clinico-assistenziale, si trovi  difatto a essere privo/a di una attività di ricerca clinica e didattica, chi sceglierebbe ? La valutazione è anche comparativa ?

Se Io o Ella , on.le Assessore, dovessimo sottoporci (auspico ovvio mai) a una prestazione sanitaria a elevata complessità e potessimo scegliere tra il Dr Marras di cui sopra e il suo ultimo Assistente ( o un altro ultimo Assistente) che deve maturare altri 20/25 anni di expertise , chi sceglieremmo ?  

Gli artifici di un sistema di selezione inefficace arruolano il meno esperto, il meno competente, il meno anziano dove l’anzianità non va contro la giovane età (non è un fattore anagrafico e anche l’Università deve promuovere in tutti i modi la crescita dei giovani talenti), ma va contro quella “maturità” necessaria a dirigere, a coordinare e ad offrire una prestazione sanitaria in ruolo apicale in una Azienda di rilievo. Esperienza che si fa con anni di qualificata attività , e che , a differenza di Aziende del sistema produttivo o industriale dove il manager giovane e dinamico può avere un senso, se viene meno può compromettere la qualità di una prestazione sanitaria che , lo ricordo a me stesso, si occupa della salute di un essere umano .

Come è possibile che il dr. Marras su 50 punti previsti per il CV ( titoli ed esperienza professionale) in Sicilia ne possa prendere da 31 a 35 e soprattutto come è possibile che il suo ultimo assistente sempre in Sicilia ne prenda 32 a 34 ? Come è possibile che poi anche al colloquio ( sistema molto soggettivo di valutazione) il dr. Marras prenda anche 8-10 punti in meno del suo ultimo assistente e quindi non vinca ?

Le gemelle siamesi in Sicilia sono destinate a restare “attaccate” ?  O sono destinate a…… migrare al Bambin Gesù?

Gli artifici che circolari e regolamenti interni ( integrati talvolta anche dopo un anno dal bando di concorso  , prima che venga espletato ) costruiscono in Sicilia in alcune Aziende sono incredibili .

Se io (io generico) ho una attività professionale clinica-assistenziale svolta anche all’estero in centri di eccellenza, attività didattica o una attività di ricerca o una casistica di 25 anni di elevata complessità e volumi (anche 15-20.000 procedure), di decine di pubblicazioni indexate, come è possibile che possa prendere praticamente nella valutazione titoli lo stesso punteggio di chi è lontano anni luce da questi numeri e in alcuni voci  (“fattori di valutazione”) addirittura non ne ha valutabili ?

E’ possibile perché, e lo si scrive nei verbali , IL PUNTEGGIO MINIMO ATTRIBUIBILE AL CANDIDATO, SECONDO REGOLAMENTO INTERNO è di 2 PUNTI!!!      PUNTEGGIO MINIMO !!!  Anche se in un “ fattore di valutazione” non ho per esempio una pubblicazione indexata ( la normativa dice anche che debba entrare nel merito del contributo del candidato) ? Anche se non ho attività di docenza qualificata?     SI !!!    E’ possibile avere attribuito un punteggio se in quella voce nel Curriculum Vitae non c’è riportato nulla ?  Incredibile ? NO , in queste modalità concorsuali , per fortuna applicate non in tutte le Aziende ma in alcune peraltro di rilievo ,  si può.

E’ possibile perché il punteggio legato alla esperienza professionale viene valutato sugli ultimi 10 anni (per la casistica e questo sta nelle norme) ma anche il punteggio legato alla anzianità di servizio con la qualifica ( Responsabile o meno di unità operativa),  anche questo viene valutato in alcune nostre Aziende SOLO per 10 anni. E’ come se compiuti 10 anni di servizio non servisse più maturare esperienza e casistica .

Altre cose lasciano perplessi ( alcune allibiti: come si possa fare a dare punteggi diversi alla attività svolta in due Dea di II livello uno con Cardiochirurgia e uno senza Cardiochirurgia attribuendo a quello senza il punteggio maggiore!!! ) ma il risultato è uno : il Dr Marras non può ( e viene il dubbio ormai a molti che  non debba ) vincere il concorso dove il suo ultimo assistente è quasi predestinato.

Tutto ciò è anche possibile che sia legittimo e nessuno oggi è qui a sollevare problemi di legittimità ma è sicuramente antimeritocratico e , a mio parere , per nulla etico.

E’ etico (anzi è forse in qualche modo “dovuto” a parere dello scrivente) che una Scuola, una Università, una Azienda Ospedaliera, un Maestro propugni e promuova in tutti i modi legittimi il profilo professionale  di un proprio allievo, un proprio docente, un proprio dirigente sanitario ma ciò può essere fatto a parità di esperienza , competenza, maturità professionale: insomma a pari-merito.

In conseguenza dell’attuale sistema invece in alcune Aziende della nostra Regione i dr.i Marras non partecipano neanche e se, per “l’errore” di una commissione poco “allineata”  a circolari e diktat locali , dovessero vincere  , vanno poi via dopo pochi mesi riferendo condizioni di lavoro impossibili.

Il sistema dei concorsi universitari tanto vituperato e tanto criticabile ( sono “universitario” ma sono stato per 12 anni “ospedaliero”) almeno  oggi fa una pre-selezione oggettiva di base . Se non hai un minimo di produzione scientifica oggettivata da sistemi valutativi internazionali h-index – citation ed altri indici , che se non hai prodotto ricerca non puoi avere , non avrai mai nessuno che potrà “farti diventare” Professore Ordinario ( equivalente del ruolo ospedaliero del direttore di struttura complessa) . Poi in alcuni casi ha mostrato anche il sistema universitario le sue criticità e i suoi meccanismi “anomali” ( ricordo da ragazzo quando qualcuno presentandola come una battuta ripeteva che il potere di un Professore Ordinario degli anni 70 si vedeva dalla “Capra” che poteva portare in Cattedra ) e spesso ha pagato sulla illegittimità di alcuni comportamenti. La Capra , mi sia consentita questa libertà che vuole , esasperandolo, definire il principio , da tanti anni non può più essere Professore Ordinario.

Come fare allora ad evitare che la nostra Regione e alcune Aziende Sanitarie in particolare, di importanza peraltro strategica, vengano ormai viste da Candidati professionalmente ineccepibili “da scansare” ( è persino difficilissimo avere Commissari e si fanno decine di sorteggi per formare le Commissioni perché quando vengono sanno che tipo di pressioni e procedure li aspetta) ?

Come evitare che la promozione del candidato non tanto più giovane quanto meno esperto e meno competente che supera senza un criterio riconosciuto meritocratico altri candidati , talvolta anche della stessa Azienda, più esperti , competenti e  qualificati ( ci conosciamo tutti nei nostri ambiti e ciascuno nelle proprie specialità), possa convincere i più giovani che escono dalle nostre Scuole di Specializzazione  a cercare solo “scorciatoie” in “compari “  che ne garantiscano la carriera?

A che serve spiegare sempre a questi stessi giovani che frequentano le nostre Università e si formano negli Ospedali del Nostro e Suo SSR , che andando all’estero o in strutture di eccellenza , facendo esperienze professionali, lavorando duro, facendo ricerca, un giorno potranno raggiungere traguardi professionali come la direzione di una struttura complessa o un ruolo universitario quando negli anni della loro formazione professionale assistono , non in silenzio ma inascoltati, a questi esempi ?

Nessun moralismo nè atteggiamento moralistico , ma sono tantissimi i Colleghi , Ospedalieri e Universitari, che mi hanno detto in questi anni “che era così”  e non credendoci  ho voluto fare anche questa esperienza  ( nella mia carriera ospedaliera qualcosa “la avevo vissuta” in gioventù ma per il primo gradino di assistente ospedaliero) e certo mi posso permettere di rivolgerle questo appello perché non scrivo in quanto deluso dal non avere vinto ( mi sono fermato alla valutazione dei titoli) . Penso sia evidente che le mie attuali qualifiche vanno oltre la qualifica del concorso cui ho partecipato fermandomi alla valutazione titoli e quindi nessuno dei numerosi detrattori beneficiari del “sistema inefficace” potrà dirLe o attribuire a questo mio appello motivazioni “personali”.

In questi anni di Suo Governo ha sostenuto le stesse cose che oggi Le scrivo. Molto, quasi tutto, dello status quo non dipende dal Suo Governo, ma si inserisce in una deriva di almeno 15 anni.

E Le scrivo perché, come ho detto in premessa ho maturato la personale convinzione che il Suo rigore anche metodologico e la Sua volontà di riconoscere il merito e di cambiare un “sistema inefficace” anche nella selezione di quelli che dovrebbero essere i propri  Uomini e Donne “migliori”, Le potrebbe permettere di rivedere anche come Legislatore le criticità del sistema che  però minano la credibilità del Sistema Sanitario che Ella oggi governa .

Sanare questo vulnus è alla base del sistema inefficace che contribuisce alla migrazione dei nostri Cittadini e , cosa anche questa parimenti grave, dei nostri Professionisti più esperti e più competenti.

Per tale motivo oggi mi rivolgo per conoscenza anche alle Organizzazioni Sindacali. Le normative concorsuali , il rispetto del merito, il riconoscimento dell’esperienza e del servizio  e il disagio che si percepisce in questo ambito tra la maggioranza dei Professionisti che tutelate non sono a fondamento dei vostri Statuti ?

Con rispetto e osservanza per il Suo ruolo istituzionale di Assessore della Salute , ma anche per il rispetto che ho avuto modo di riscontrare merita la Sua Persona,  spero che vorrà considerare tutta la mia buona fede in quello che Le scrivo.

  Palermo, 13 Luglio 2020                                                  Antonello Giarratano

                                                                                              

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