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ASP e Ospedali

La tragedia all'ospedale Maggiore di Modica

La giovane morta dopo il parto, l’Asp di Ragusa: «Ha avuto un imponente supporto medico»

La direzione aziendale interviene con un comunicato stampa sulla tragedia avvenuta all'ospedale Maggiore di Modica: «Durante tutto il percorso clinico le sono state trasfuse 27 unità di emazie concentrate, 38 unità di plasma e 4 unità di piastrine concentrate. Esprimiamo insieme ai medici curanti i sensi del più vivo cordoglio ai familiari».

Tempo di lettura: 2 minuti

RAGUSA. L’Asp di Ragusa interviene con una nota a commento del decesso della giovane donna di Pachino ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale Maggiore di Modica e che aveva dato alla luce un feto già morto.

«Nonostante l’imponente supporto medico, la signora è deceduta martedì 21 giugno alle ore 16 circa- si legge nel comunicato stampa dell’Azienda sanitaria provinciale- Durante tutto il percorso clinico le sono state trasfuse 27 unità di emazie concentrate, 38 unità di plasma e 4 unità di piastrine concentrate».

Inoltre la direzione aziendale dell’Asp sottolinea il proprio «rammarico» per la morte della donna ed esprime «insieme ai medici curanti, i sensi del più vivo cordoglio ai familiari».

Nel comunicato stampa, l’Asp ripercorre la vicenda: «La Signora si è presentata per ricovero alle ore 16 del 17 giugno per rottura prematura delle membrane con liquido amniotico tinto di meconio alla 38° settimana. All’ingresso sono evidenti segni di parto iniziale, ma purtroppo il feto non mostra alcuna attività cardiaca. L’esame ecografico, immediatamente eseguito, conferma la morte endouterina risalente almeno a 48 ore prima del ricovero».

«Pur nella drammaticità della situazione, la Signora mostra una progressione del parto che, alle ore 19,50, porta alla espulsione del feto, che presenta ampie zone di macerazione cutanea e un nodo vero di funicolo. Alle ore 21 la Signora sviluppa segni di collasso e fame d’aria, modificazioni del sensorio, insieme a cospicue emorragie vaginali di volume crescente. La Signora va incontro ad arresti cardiaci ripetuti da cui viene recuperata con terapia rianimatoria e defibrillazione».

Poi l’Asp aggiunge: «Durante la degenza in Rianimazione la paziente è intubata, viene sottoposta a dialisi, ed il circolo viene mantenuto farmacologicamente».

Tuttavia, «nonostante l’imponente supporto medico e un nuovo tentativo di arrestare chirurgicamente il sanguinamento», la giovane donna perde ugualmente la vita.

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