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Dal palazzo

Il vertice in assessorato

La Fials lancia l’allarme: «Negli ospedali siciliani mancano in organico oltre novemila unità»

Lo ha detto il segretario regionale Sandro Idonea, convocato all'assessorato regionale alla Salute per discutere della rete ospedaliera.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. In Sicilia in media lavora un operatore sanitario ogni 114 residenti a fronte di uno su ottanta nelle Regioni virtuose come Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Marche e Veneto.

Altro dato significativo: in servizio ci sono 1,8 infermieri ogni medico nonostante, secondo il ministero della Salute, il parametro che indica l’efficienza della dotazione organica è di 2,5 infermieri ogni medico.

Sono alcuni dei dati forniti dal segretario regionale della Fials, Sandro Idonea, convocato all’assessorato regionale alla Salute per discutere della rete ospedaliera.

Il sindacalista ha ribadito le carenze strutturali del settore e ha lamentato «la spaventosa carenza degli organici del personale del ruolo sanitario, rispetto alle regioni del Nord, evidenziando un deficit di oltre 9.000 unità complessive».

Nel suo intervento Idonea ha spiegato che in base al rapporto tra numero di infermieri e medici, stando a quanto certificato, «gli operatori sanitari siciliani dovrebbero essere, se rapportati alle regioni virtuose, ben 63.794, a fronte degli attuali 53.992».

Il problema degli organici secondo Idonea è legato molto al blocco della spesa del personale ai valori dell’anno 2004, che ha causato il rinvio di concorsi e assunzioni e ha determinato una spaventosa carenza di organico.

Il segretario regionale della Fials ha lamentato anche «la carenza di una politica sanitaria del territorio, il quale assorbe, in termini di risorse, oltre il 50% della spesa sanitaria. Quanti Pta veri, funzionanti h/12, come quello di Librino a Catania, ci sono sul territorio? Pochi o pochissimi e, comunque, in numero insufficiente».

Affrontato anche l’argomento degli ex contrattisti, con particolare riferimento ai lavoratori delle provincie di Ragusa e Palermo, «per i quali è in corso una vicenda senza sbocchi concreti, in favore dei quali occorre concordare un cronoprogramma serio e definitivo».

Quindi Idonea è intervenuto sulla rete di emergenza urgenza ricordando che alla Seus 118, in prospettiva della nascita della nuova Areus, «esistono forti squilibri territoriali nella distribuzione del personale tra la Sicilia orientale, con particolare riferimento alle provincie di Catania e Siracusa, e quella occidentale. I mezzi di soccorso sono vecchi, non ci sono garanzie per il personale autista soccorritore per essere mantenuto in servizio in caso di malattie gravi invalidanti, tant’è che molti dipendenti, portatori di gravi problemi di salute, come l’infarto, continuano a prestare servizio con la preoccupazione di perdere il posto di lavoro».

Il sindacato Fials sottolinea: «Siamo con l’assessore Razza, perché fermamente convinti della sua opera riformatrice, ma ci sentiamo poco coinvolti nelle tematiche prospettate e, soprattutto, avvertiamo e segnaliamo ritardi nell’attuazione del cronoprogramma prospettato».

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