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La denuncia di Anaao Assomed: «Al pronto soccorso del Cervello utilizzato pure personale inappropriato»

22 Luglio 2016

Sotto accusa una recente disposizione del direttore generale. Il sindacato: «Nell'emergenza- urgenza non possono essere impiegati dirigenti afferenti a discipline come Endocrinologia, Malattie Respiratorie ed Oncoematologia, come invece sta accadendo per ovviare alla carenza di personale. Siamo pronti a rivolgerci al giudice del lavoro e alla Procura».

 

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PALERMO. «La carenza di personale di medico negli ospedali siciliani, è arrivata a livelli inauditi»: a denunciarlo è il sindacato Anaao Assomed Sicilia, che con una nota inviata al direttore generale di Villa Sofia- Cervello (Gervasio Venuti) e per conoscenza all’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, invita alla «revoca immediata» di una recente disposizione di servizio.

Sotto accusa da parte del sindacato l’impiego presso il Pronto soccorso di «dirigenti afferenti a discipline come Endocrinologia, Malattie Respiratorie, Oncoematologia», nonostante in base alla normativa «per la mobilità di urgenza vada utilizzato personale della medesima disciplina».

Dopo aver passato in rassegna alcune sentenze in materia del giudice del lavoro, l’Anaao Assomed sottolinea che, invece, «gli utenti del Pronto Soccorso del presidio ospedaliero Cervello saranno assistiti da dirigenti medici (pneumologi, ematologi, oncologi), esperti in altri percorsi diagnostico‐terapeutici, del tutto privi di esperienza nella specifica disciplina di Medicina e Chirurgia Accettazione Urgenza, con il conseguente forte rischio di commettere gravi errori clinici».

Inoltre il sindacato aggiunge: «Lecito chiedersi come sia possibile denunciare solo il 14 luglio una condizione di mancanza di personale (tra l’altro in assenza di piano ferie preventivamente concordato con le organizzazioni sindacali), quando è noto da tempo, che diversi dirigenti del P.S. del Cervello siano utilizzati in altre sedi».

Da qui Anaao Assomed Sicilia «nell’interesse dei dirigenti iscritti, e degli utenti/pazienti cui si raccomanda sempre la più totale assistenza sanitaria, chiede l’immediata revoca della citata disposizione, avvertendo che in carenza di idonee e conclusive iniziative in tal senso, si vedrà costretta ad adire il Giudice del Lavoro e a informare dei fatti, la competente Procura della Repubblica».

Insanitas ha contattato l’Azienda Villa Sofia- Cervello che si riserva di inviare un’eventuale replica.

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