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Dal palazzo

Da un paziente

La denuncia dell’Asp di Messina: «Medico aggredito durante una visita»

Per lui traumi contusivi. Dinamica in corso di chiarimento: l'aggressore sarebbe un paziente con problemi psichiatrici. Intervengono anche l'Ordine provinciale dei medici e la Fimmg.

Tempo di lettura: 2 minuti

MESSINA. Si continuano a registrare episodi di aggressione ai danni di medici che operano nella Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica). Nella notte del 6 gennaio, un medico in servizio presso una postazione nel distretto di Sant’Agata Militello è stato oggetto di violenza riportando traumi contusivi.

«La cosa desta ancora più stupore, considerando che il medico è stato aggredito presso il domicilio della famiglia, dove era stato chiamato per una visita domiciliare», si legge in un comunicato stampa dell’Asp di Messina, che unitamente all’Ordine dei Medici manifesta «solidarietà al collega vittima di aggressione nell’augurargli una pronta guarigione».

Anche se le dinamiche dell’accaduto ancora non sono state completamente chiarite e sono in corso indagini da parte dei Carabinieri, sembra che il medico sia stato chiamato dalla madre di un uomo con problemi psichiatrici per un controllo clinico. Nel momento in cui si accingeva a visitarlo il paziente sarebbe andato in escandescenza tanto da aggredirlo e spingerlo giù per le scale.

«Saremo presenti accanto al professionista oggetto di questa ennesima proditoria aggressione, al fine di testimoniare la presenza delle istituzioni ordinistiche e datoriali, a tutela della professione e della garanzia del rispetto della persona, in tutte le sedi presso le quali sarà necessario rappresentare i principi espressi», sottolineano Asp e Ordine dei Medici.

Interviene pure la Fimmg: «Occorre con immediatezza mettere in sicurezza tutti i Presidi di guardia medica. Ormai l’attuale
modello organizzativo è obsoleto rispetto ai tempi e alle nuove esigenze di salute, e deve essere superato per offrire risposte più appropriate ed efficaci alle richieste avanzate dai cittadini e sottrarre il medico di guardia medica alla solitudine in cui è costretto ad agire», sottolinea Stefano Leonardi (Vice Segretario Nazionale Vicario e Segretario provinciale del settore Continuità Assistenziale).

E aggiunge: «Occorre prioritariamente per il medico il riconoscimento dello  status di “pubblico ufficiale nell’esercizio delle funzioni”, con la procedibilità d’ufficio nei confronti dell’aggressore».

LA FOTO è di repertorio

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