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ASP e Ospedali

La nota del segretario regionale Pietro Pata

La denuncia di Anaao Assomed: «Carenza di personale negli Ospedali riuniti di Barcellona, Milazzo e Lipari»

La nota del segretario regionale Pietro Pata

Tempo di lettura: 4 minuti

MESSINA.  Con una lunga nota inviata al direttore generale dell’Asp di Messina, all’assessore Baldo Gucciardi, all’Ispettorato del Lavoro di Messina e alle due Procure di Messina e Barcellona Pozzo di Gotto, il segretario regionale dell’Anaao Assomed Sicilia, Pietro Pata, denuncia «la grave e perdurante situazione di carenza del personale medico dirigente UU.OO.CC. di Medicina interna dei presidi ospedalieri di Milazzo e Barcellona (Ospedali Riuniti)».

Il sindacato dei medici dirigenti contesta «la criticità sulla mancanza del personale, situazione ormai divenuta cronica e che rischia di arrivare al collasso». Nello specifico, secondo Pata “nell’Unità operativa di Medicina interna dell’ospedale di Milazzo a fronte delle molteplici esigenze operative e dei ricoveri in costante aumento, dei 6 medici previsti in pianta organica, 3 sono stati esonerati (2 per malattia, 1 per gravidanza), pertanto i rimanenti 3 garantiscono i turni di pronta disponibilità notturna e festiva con orari massacranti e al di sopra del normale».

Poi il sindacalista aggiunge: «Nell’UOC di Barcellona Pozzo di Gotto invece, i dirigenti presenti sono 5, ma operativi 2 perché: 1 è in aspettativa per gravidanza a rischio, 1 è in malattia, 1 è esonerato dalla turnazione notturna per tutela dell’infanzia. Questi dati portano a denunciare la presenza reale ed effettiva di solo 5 medici in totale in due presidi ospedalieri diversi. Solo al presidio di Milazzo i dirigenti sono impegnati in pronta disponibilità (P.D.) notturna e festiva, sostitutiva della Guardia medica, mentre nel presidio di Barcellona la UOC di Medicina interna è inserita in guardia dipartimentale con la pronta disponibilità notturna e festiva, integrativa della stessa”.

Inoltre Pata sottolinea: “Ciò nonostante, i medici effettuano regolarmente più di 10 guardie al mese, rinunciando ai riposi, alle ferie e alle ore di aggiornamento, loro spettanti. L’Anaao Sicilia ha più volte sottolineato come lo stato di “emergenza” sia diventata un’abitudine che viola le norme contrattuali (nota del 18/11/2016)”.

«A quella nota del novembre scorso – precisa Pietro Pata – il direttore generale pro tempore rispose, ricordando che la dotazione organica delle UOC degli ospedali riuniti Milazzo-Barcellona-Lipari, prevedeva di fatto, un organico di 13 medici dirigenti di cui: 7 a tempo indeterminato e 6 con incarichi a tempo determinato, affermando che per quegli ospedali riuniti era prevista un’UOC di medicina interna a Barcellona con 32 posti letto e una a Lipari con 10 posti letto (si legga l’atto aziendale approvato con decreto attuativo 1188 del 29/6/2016), confermando quindi l’insostenibilità della situazione, che prevede ancora nel presidio di Milazzo, un’Unità di Medicina interna».

Il superamento costante del limite contrattuale “di regola” previsto dalla vigente normativa, «non può essere più giustificato per eccezionali esigenze organizzative perché di fatto serve solo ed esclusivamente a supplire le carenze strutturali di organico, configurandosi così un abuso da parte dell’Amministrazione sanitaria. Nell’articolazione oraria dei turni dell’UOC di Medicina interna del presidio ospedaliero di Milazzo, viene regolarmente pregiudicata la possibilità di recuperare le ore di servizio svolte in chiamata dalla reperibilità e per garantire il riposo di almeno 11 ore, nell’arco delle 24. Compromettendo quindi la fruizione del diritto al riposo settimanale. Inoltre non è una novità che alcuni dirigenti medici, già costretti a turni massacranti e illegittimi, siano obbligati a prestare servizio in U.O.C. diverse da quelle loro assegnate, violando – anche in questo caso – precise norme contrattuali».

L’Anaao Assomed Sicilia chiede «che vengano assunte quelle iniziative che consentano ai medici delle UOC degli ospedali riuniti di Milazzo, Barcellona e Lipari di lavorare nel rispetto delle leggi. In caso contrario, si vedrà costretta a rivolgersi al Giudice del lavoro e alla Corte dei Conti per avviare l’accertamento delle responsabilità sull’azienda chiedendo pure, per i propri scritti, il risarcimento dei danni subiti”.

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