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La corsa in ospedale, l’infarto fatale e l’accusa dei familiari: «Oltre due ore di attesa per gli esami»

19 Maggio 2016

Antonino Gulisano, 47 anni di Riposto, è deceduto dopo essere stato trasportato al Santa Venera di Acireale. Il fratello punta l'indice contro il nosocomio: «I sintomi erano evidenti, voglio vedere in galera i medici e i paramedici del pronto soccorso». Scatta la denuncia. La replica dell'ospedale: «Abbiamo fatto tutto il possibile per salvarlo».

 

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CATANIA. Si sente male, il suo volto è pallido. Ha un forte dolore al petto. Per i familiari i sintomi sono chiari: Antonino Gulisano, 47 anni di Riposto, deve essere trasportato in ospedale d’urgenza. Sono appena trascorse le 13 e una telefonata raggiunge il 118, è il fratello di Antonino che chiede aiuto: «Venite, presto! Mio fratello si sta sentendo male».

Passano pochi istanti, e le sirene di un’ambulanza raggiungono l’abitazione. I sanitari cercano di capire cosa sta succedendo e chiedono, rivolgendosi al paziente, se sente un formicolio al braccio sinistro. Antonino risponde di sì.

Serve fare immediatamente un elettrocardiogramma. Inizia, dunque, la corsa verso l’ospedale Santa Venera di Acireale. Qui il quarantasettenne entra vivo ed esce morto, poche ore dopo.

«Abbiamo atteso due ore e mezza prima di fare gli esami. Ma quegli accertamenti, mio fratello non li ha mai fatti perché non c’è arrivato, è morto prima. È assurdo ciò che è accaduto. Dovranno pagare per questa vita che hanno stroncato».

È un fiume in piena Sebastiano Gulisano mentre racconta la sventura che ha colpito la sua famiglia. Lo sfogo arriva anche sul suo profilo Facebook: «Voglio vedere in galera i medici e i paramedici del pronto soccorso di Acireale. I sintomi erano evidenti. Chiari per tutti e non ci posso ancora credere che ci hanno fatto aspettare tutto questo tempo. Ora mio fratello non c’è più. I medici erano in grado di capire ma hanno trattato il caso con superficialità».

Rabbia e disperazione. Non rimane che questo ai signori Gulisano che se in un primo momento hanno tentennato sulla scelta di affidarsi ad un avvocato, subito dopo si sono recati in commissariato per sporgere denuncia contro i medici del reparto che, secondo quanto scritto nella querela, non avrebbero diagnosticato con puntualità l’infarto al paziente.

E mentre l’informativa della polizia ha avviato l’iter per l’apertura di un’inchiesta, dall’ospedale replicano difendendo tutto l’operato dei medici che avrebbero fatto tutto il possibile per salvare Antonino Gulisano.

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