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Dal palazzo

L'accusa

La Cgil: «In Sicilia acquistati pure tamponi di prima generazione, non attendibili contro Omicron»

Il sindacato fa l'esempio dell'Asp di Ragusa, ma arriva la replica dell'assessorato alla Salute: «Accuse infondate, hanno livelli di sensibilità e specificità notevolmente superiori ai parametri minimi».

Tempo di lettura: 3 minuti

Sul fronte dell’ emergenza sanitaria il governo regionale «accumula errori su errori con una gestione che si conferma inadeguata». Lo sostiene la Cgil che solleva il caso dei tamponi antigenici, aggiungendo in un comunicato stampa: «Arriva da Ragusa la notizia dell’avvenuto acquisto, da parte dell’Asp e per l’intero bacino, di più di 3 milioni di test antigenici per una spesa totale di 3,27 milioni, al prezzo dunque di 1,09 euro ciascuno. Si tratterebbe di test di prima generazione, quindi inattendibili per le ultime varianti del Coronavirus».

«Di fronte a un quadro pandemico come quello che abbiamo davanti- dice un documento delle strutture Cgil, Fp, Spi di Ragusa e regionali– e con le carenze strutturali del sistema sanitario regionale non si può continuare con tanta approssimazione, puntando su un sistema di tracciamento affidato a una strumentazione inadeguata». Dall’Asp di Ragusa, contattata da Insanitas, hanno fatto sapere di non volere replicare. In serata ha invece replicato l’assessorato regionale alla Salute, sostenendo che si tratta di accuse infondate e che quei tamponi sono molto efficaci.

Il sindacato aggiunge: «A gennaio peraltro la stessa Asp ha pubblicato un altro avviso per un ulteriore acquisto di test per circa 2,6 milioni secondo il criterio di aggiudicazione al prezzo più basso». La Cgil Sicilia e di Ragusa lanciano un allarme «sul rischio che si stia procedendo allo stesso modo e in tutta la Regione». Chiedono dunque all’assessorato regionale alla sanità di “conoscere le motivazioni delle scelte assunte a livello politico e istituzionale sia dal governo che dalle Asp in materia di acquisto di testi rapidi».

«Magari occorre spendere di più- dice il documento della Cgil- per test più affidabili come quelli di ultima generazione». «La tracciabilità-  afferma Peppe Scifo, segretario generale della Cgil di Ragusa- è un tema strategico, per la salute pubblica, per il funzionamento delle strutture sanitarie e dell’economia in genere. La politica- sottolinea deve assumere decisioni conseguenti». Dal sindacato affermano: «Come quella di affidarsi ai test di ultima generazione a immunofluorescenza e con lettura microfluidica, sensibili alle varianti Omicron».

«È inaccettabile- aggiunge il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino– che si continui a procedere così. Su fronte della sanità la pandemia ha fatto emergere tutte le criticità del sistema regionale e vicende come quest’ultima- rileva- confermano che una inversione di tendenza continua a non esserci».

LA REPLICA DELL’ASSESSORATO

L’assessorato regionale alla Salute ha replicato con il dirigente generale Mario La Rocca (CLICCA QUI): «I tamponi acquistati dall’Asp di Ragusa per conto della Regione Siciliana sono gli stessi in uso in tantissime Regioni italiane e hanno livelli di sensibilità e specificità notevolmente superiori ai parametri minimi fissati dalla circolare ministeriale n.0000705 dell’8 gennaio 2021, che ha previsto che i test rapidi siano utilizzabili in alternativa ai molecolari, purché in possesso di requisiti minimi di performance superiori all’80% per quanto riguarda la “sensibilità” e al 97% per quanto riguarda la “specificità”».

 

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