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L'approfondimento

La Cart-T finalmente in Sicilia, ecco come funziona la nuova terapia per i tumori del sangue

Siamo andati al dipartimento oncologico "La Maddalena" per vedere da vicino come funziona la nuova terapia. Il video

Tempo di lettura: 2 minuti

La settimana scorsa è stata eseguito, per la prima volta in Sicilia, presso il dipartimento oncologico La Maddalena un trattamento oncologico con terapia Car-T (Chimeric Antigen Receptor T Cells), il metodo innovativo basato sull’ingegnerizzazione delle cellule per il trattamento dei tumori del sangue resistenti alle cure convenzionali (leggi qui). È stato un paziente di 54 anni della provincia Agrigento, in trattamento da tre anni presso il centro e affetto da linfoma diffuso a grandi cellule, a poter usufruire della somministrazione. “Il paziente, ancora ricoverato a La Maddalena, ha ben tollerato la terapia e tra qualche giorno potrà essere dimesso”, riferisce il dott. Maurizio Musso, responsabile della UO di Oncoematologia e TMO de La Maddalena.

Considerato il crescente interesse internazionale che si manifesta attorno a questa nuova terapia siamo andati a vedere da vicino come funziona. Le cellule linfocitarie vengono raccolte attraverso un processo di linfocitoaferesi e poi inviate alle aziende produttrici “dove vengono rese più attive e più aggressive nei confronti delle cellule tumorali – spiega Musso -. Così lavorate, e ottenuto un buon prodotto sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, vengono rispedite all’ospedale di appartenenza e poi nuovamente infuse nel paziente”.

Finora la terapia Car-T può essere applicata ai linfomi recidivati e refrattari a grandi cellule B, alla leucemia linfoblastica del giovane adulto (al di sotto dei 25 anni) e al linfoma primitivo del mediastino, tutti resistenti alle comuni cure.

Anche se in futuro “questa metodologia potrà essere applicata a tante altre patologie – aggiunge il neo direttore sanitario de La Maddalena, dott. Luca Bianciardi -. La Car-T è solo una degli alti livelli di innovazione ad oggi a disposizione. L’insieme di tutto questo ci porterà – conclude – verso la nuova medicina che apre diversi scenari”.

Nel video le interviste al professore Maurizio Musso e al dottore Luca Bianciardi.

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