La battaglia del piccolo Simone: «Vogliamo il Lokomat a Palermo»

16 Settembre 2016

Questo macchinario insegna a camminare e, in soli due mesi, Manuele ha tolto i tutori che indossava abitualmente alle gambe, “usando le scarpe normali”, dice il padre Salvo. Ma al momento il Lokomat si trova solo al Bonino Pulejo di Messina

di Giorgio Vaiana

Simone Maniscalco è un bambino di 10 anni affetto dalla nascita da paralisi cerebrale. Per questo motivo non cammina ed ha necessità di stare sempre su una sedia a rotelle. E fa tanta riabilitazione, «praticamente da quando è nato», spiega il papà, Salvo Maniscalco, non si è mai arreso alla mancanza di cure per il figlio.

Un giorno, navigando su internet scopre il Lokomat (ne parleremo meglio in fondo all’articolo): «Ho visto video, chiamato medici, insomma, ho voluto che mio figlio provasse questo macchinario, perché sono convinto che dia davvero dei benefici». In pratica questo macchinario insegna a camminare e, in soli due mesi, Simone ha tolto i tutori che indossava abitualmente alle gambe, «usando le scarpe normali», dice Salvo.

Il macchinario c’è anche in Sicilia, al momento solo all’ospedale Pulejo di Messina: «Perché sia efficace la riabilitazione con il lokomat, occorrerebbe farla almeno tre volte la settimana- spiega Salvo- Ma noi non possiamo permettercelo e, per motivi di lavoro, posso accompagnare mio figlio Simone a Messina solo due volte a settimana. Comunque i progressi sono evidenti».

A Messina, al Pulejo, è andato anche Antonino Candela, direttore generale dell’Asp di Palermo, per vedere all’opera la macchina e capire come portarla qui a Palermo. «Sono tantissimi i palermitani che fanno lunghi spostamenti per utilizzare il Lokomat – dice Salvo – Entro fine ottobre dovrebbe essere attivo anche a Salemi, che già è una struttura più vicina a Palermo, ma non capisco perché a Palermo non possiamo averla». Salvo rivela che Candela aveva promesso un accordo di convenzione con il Bonino Pulejo per fare arrivare la macchina anche a Palermo. «Una promessa che finora non ha mantenuto», dice Salvo.

«Noi non ci siamo affatto dimenticati- dice Candela- La direzione e gli uffici sanitari stanno definendo l’iter propedeutico alla stipula della convenzione nel rispetto della legge. Da parte nostra c’è la massima disponibilità. I tempi? Lo faremo il più presto possibile».

LOKOMAT

Il lokomat è stato inaugurato e presentato all’ospedale Niguarda di Milano. Si tratta di un’offerta tecnologicamente avanzata per l’addestramento al cammino presente nei più importanti centri riabilitativi internazionali. È utile al paziente con una lesione midollare incompleta. In questo caso gli obiettivi riabilitativi sono la stazione eretta e il cammino, Lokomat facilita il loro raggiungimento. Tecnicamente è un esoscheletro robotizzato controllato elettronicamente con un sistema di allevio del peso e un tapis roulant.

I supporti si applicano agli arti inferiori e forniscono un’assistenza diversificata alle gambe. Velocità, frequenza, lunghezza del passo, escursione delle articolazioni di ginocchio e anca sono fra i parametri del cammino modificabili nell’arco della riabilitazione. Il paziente è coinvolto in maniera attiva. Grazie alla realtà virtuale visibile su di uno schermo, un avatar procede in una distesa verde “guidato” dal paziente che, imbragato con il Lokomat, cammina sul tapis roulant. Compatibilmente alle condizioni di mobilità, il paziente può anche dirigere il suo avatar a destra o a sinistra muovendo le anche. Il macchinario costa 360 mila euro.

LA LESIONE MIDOLLARE

È una delle cause d’invalidità permanente più frequenti, oltre l’80%, nella popolazione italiana compresa fra i 10 e i 40 anni. Gli italiani con para e tetraplegia sono circa 70 mila e i nuovi casi all’anno sono circa 1.400 (4-5 persone al giorno). Il 65% delle lesioni midollari sono di origine traumatica: fra queste le più frequenti sono gli incidenti d’auto (36%), le cadute (22%), gli incidenti motociclistici (12%) e gli incidenti sportivi (11%). Le lesioni non traumatiche sono prevalentemente di origine neoplastica (28%), vascolare (27%), infiammatoria (16%) e degenerativa (14%).

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