Veterinaria

A Palermo

IZS Sicilia, l’appello di 17 veterinari sul monte ore e la risposta dei vertici aziendali

Sollecitano di poter lavorare almeno 30 ore a settimana invece di 6-7. La replica ad Insanitas dei direttori: «Sono un patrimonio professionale importante, tuttavia servono fondi ora non disponibili. È nostra intenzione trovare soluzioni»..

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PALERMO. «Chiediamo l’aumento del monte ore e di poter lavorare almeno trenta ore a settimana. Da quando siamo stati assunti siamo rimasti con un contratto che prevede per alcuni sei ore settimanali, per altri sette». È l’appello dei diciassette veterinari che da tredici anni prestano servizio all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Palermo con Accordo Collettivo Nazionale.

Insanitas ha chiesto una replica all’Izs: «Abbiamo attenzione verso questi professionisti- commentano Stefano Vullo, direttore sanitario e Gabriele Ciaccio, direttore amministrativo- Hanno un background formativo importante, su cui abbiamo investito e continuiamo a farlo. L’ente laddove è stato possibile, per la professionalità che ricoprono, li ha coinvolti negli anni anche in progetti con finanziamenti ad hoc, seppure a tempo determinato, aggiuntivi rispetto al monte ore loro destinato. Abbiamo bisogno di tali profili- così come di altri- ma per raggiungere almeno le trenta ore di prestazione settimanale per tutti i diciassette professionisti, oggi in servizio, servirebbero circa 800 mila euro annui d’integrazione del pertinente capitolo di spesa, risorsa oggi non disponibile».

Si occupano di sicurezza alimentare e sanità pubblica e lo fanno per 6-7 ore settimanali con un contratto a tempo indeterminato e una retribuzione mensile di base di circa 850-950 euro.  Nello specifico svolgono esami di laboratorio su campioni ufficiali, provenienti sia dai piani nazionali sia regionali di eradicazione e controllo delle malattie infettive animali trasmissibili all’essere umano come brucellosi, tubercolosi, west Nile disease, BSE. Tra le loro mansioni anche i piani di sorveglianza sugli alimenti per la ricerca di residui chimici, matrici O.G.M., eseguono attività di ricerca sperimentale e cooperazione nazionale e internazionale e si occupano del mantenimento del Sistema Qualità dei Laboratori.

A distanza di tempo, i veterinari dell’IZS tornano ad alzare la voce per chiedere un incremento orario: «Nonostante la carenza di personale e la mole di lavoro, non c’è stata una progressione oraria che da contratto prevede fino a un massimo di trentotto ore settimanali di attività- sottolineano i veterinari- La motivazione è sempre la stessa, né l’Istituto Zooprofilattico, né il ministero della Salute e neanche l’assessorato alla Sanità della Regione hanno mai stanziato fondi per l’incremento del monte ore. A differenza dei nostri colleghi veterinari assunti nelle Asp, nelle quali sono stati erogati successivi finanziamenti fino a portare gli specialisti ambulatoriali in servizio (oltre 300) ad almeno trenta ore settimanali di attività».

La replica dell’IZS Sicilia

«L’attuale bilancio, di recente approvazione, non ha la necessaria somma a copertura in maniera sufficiente- spiegano dall’Istituto Zooprofilattico Sicilia- ma bisogna tenere presente anche un altro problema. Se anche si riuscissero a reperire, attesa la rilevanza delle stesse, si oltrepasserebbe il limite di spesa annuo previsto per il personale dall’attuale normativa nazionale, fissato nella spesa registrata a consuntivo nel 2018. Infatti, le assunzioni previste nel piano triennale del fabbisogno del personale derivano, in atto, principalmente da situazioni di turn over. È oggi oggettivamente difficile trovare spazi economici per incrementare le ore, però qualcosa negli anni è stata fatta. Sono stati inseriti, secondo la professionalità richiesta dai progetti e dai professionisti ACN posseduta, in progetti speciali con finanziamenti ad hoc. Poi, proprio di recente hanno partecipato ad appositi bandi, come previsto dall’ACN e dall’accordo siglato con le organizzazioni sindacali aziendali rappresentative dei professionisti. Negli anni passati, tutti i professionisti o comunque buona parte, ha partecipato a progetti della durata anche di ventiquattro mesi. Per l’incremento strutturale delle ore, oggi, purtroppo non ci sono le risorse».

«In questo periodo- continuano dall’Izs- siamo a lavoro per cercare un metodo per ripartire le ore dei veterinari che sono andati via, restando tali somme a disposizione della categoria. La loro è una figura atipica dal punto di vista contrattuale, svolgono un’attività quasi da libero professionista, seppur a tempo indeterminato in ruolo presso l’Istituto. Erano precari fino a qualche anno fa, poi sono stati stabilizzati con contratti a tempo indeterminato per occuparsi di sanità animale e di sicurezza alimentare contribuendo ad assicurare i livelli essenziali di assistenza».

All’assenza di somme sufficienti da destinare ai diciassette veterinari, tra le criticità riscontrate dall’ente ci sarebbe, come detto, anche quella dei tetti massimi previsti per la spesa del personale nei bilanci e a rendere più onerosa l’operazione sembra essere anche il costo orario della retribuzione prevista per gli Acn, rispetto ad analoghi profili professionali.

«È nostra intenzione trattenerli e non farli andar via- aggiungono Vullo e Ciaccio- ma per attuare tale programma è necessario reperire risorse aggiuntive che integrino il finanziamento dell’Istituto, anche, se possibile, con vincolo di destinazione per detto personale e possibilmente con una norma specifica che consenta di sterilizzare dette somme, vale a dire di non doverle calcolare ai fini del limite di spesa previsto annualmente quale budget invalicabile per il personale, sul modello del personale per la ricerca. Non c’è contrapposizione tra l’ente e i professionisti veterinari- concludono- è nostra intenzione trovare delle soluzioni, principalmente la ricerca di finanziamenti integrativi con interlocutori pubblici. Sono un patrimonio di conoscenze professionali importanti per la nostra realtà che non deve essere disperso».

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