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Il caso

Bimbo con cuore trapiantato danneggiato, Schillaci: «Inaccettabile, ma il sistema funziona»

A parlare, in un’intervista a Repubblica, è il ministro della Salute che rivela di avere disposto l'invio di ispettori.

Tempo di lettura: 2 minuti
16 Febbraio 2026 - di

ROMA (ITALPRESS) – «Quanto è accaduto è inaccettabile e attendiamo di verificare le responsabilità. Detto ciò, ribadisco che la sicurezza delle cure è un impegno costante a tutti i livelli, cioè ministero, Regioni, aziende sanitarie e ospedaliere, per garantire che ogni paziente riceva sempre la migliore assistenza con il minimo rischio di danno alla salute”. A parlare, in un’intervista a Repubblica, è il ministro della Salute Orazio Schillaci, a proposito del caso del bimbo di due anni ricoverato a Napoli a cui è stato trapiantato un cuore gravemente danneggiato.

«Ho dato disposizione di inviare gli ispettori – aggiunge – perché i controlli sulla sicurezza dei pazienti sono uno dei compiti prioritari del ministero. Ci troviamo di fronte a un caso particolarmente grave e anche noi facciamo la nostra parte per verificare cosa sia accaduto».

Il Ministero «sta già esercitando i propri poteri ispettivi. Ricordo che le attività di prelievo, conservazione, trasporto e trapianto di organi sono disciplinate da procedure estremamente stringenti e in continuo aggiornamento. L’ultima revisione è stata formalizzata con un accordo in Conferenza Stato-Regioni lo scorso luglio. Dobbiamo accertare che i protocolli siano stati rispettati o se c’è stata qualche mancanza in una o più fasi della donazione e del trapianto in questione».

Schillaci sottolinea che si tratta di «una situazione complessa e delicata, che richiede accuratezza. Ci vorrà il tempo necessario. Le nostre verifiche procedono insieme al Centro nazionale trapianti e nei prossimi giorni gli ispettori saranno nelle due strutture di Bolzano e di Napoli».

«Purtroppo – aggiunge – il rischio zero non esiste, in nessun ambito della medicina. I trapianti sembrano quasi diventati interventi chirurgici di routine perché, fortunatamente, se ne realizza un numero più alto rispetto al passato, ma comportano procedure ad elevatissima complessità, nelle quali, nonostante l’alta competenza garantita dai professionisti dei nostri centri, il rischio di insuccesso è da tenere in considerazione».

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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