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Dal palazzo

Carenza di personale

Isole minori, Amata (FdI): «Le Asp garantiscano il diritto alla salute anche attraverso le convenzioni»

«Le varie aziende sanitarie- afferma la capogruppo all'Ars di Fratelli d'Italia- devono ragionare in termini di interaziendalità provinciale».

Tempo di lettura: 2 minuti

«La salute e la sanità devono essere garantite nelle isole minori, così come vengono garantite a tutti i cittadini siciliani. Non può esistere un’assistenza di serie A e una di serie B, perché i cittadini-utenti-pazienti sono tutti uguali e coloro che vivono nelle isole non possono essere penalizzati per la loro residenza». Lo dice Elvira Amata, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars, che in mattinata depositerà in Commissione Salute una risoluzione per risolvere i problemi legati alla mancanza di personale medico e sanitario che opera nelle nostre isole.

«Lo strumento più immediato oggi– spiega Amata- è quello delle convenzioni tra aziende offerto dall’art 117 commi 1 e 2 del contratto nazionale dirigenza medica e veterinaria del 19 dicembre 2019, in virtù del quale l’attività di consulenza costituisce una particolare forma di attività aziendale a pagamento previo accordo tra aziende diverse. Perché non si vogliono applicare strumenti già disponibili da tempo?».

Quindi le aziende sanitarie e ospedaliere nella cui competenza rientrano le isole minori, dopo una precisa ricognizione delle professionalità carenti che risultano in pianta organica e per le quali siano andati deserti i concorsi espletati, hanno il dovere di trovare soluzioni alternative, come per esempio stipulare apposita convenzione con le altre aziende del territorio per fornire le specialità carenti.

«Ad oggi, nonostante dall’inizio dell’emergenza pandemica da Covid19, con l’inserimento di un congruo numero di nuovi operatori della salute- sottolinea Amata- nelle nostre isole i presidi ospedalieri ed i servizi territoriali patiscono una cronica carenza di personale, con inevitabili ricadute negative nella qualità dei servizi offerti a livello decentrato. È giunto il momento nelle more di una revisione globale e dinamica dell’offerta sanitaria regionale, di diversificare le logiche di approvvigionamento e quindi considerare in maniera sistemica l’organizzazione sanitaria aziendale derivante dalla legge regionale 5 del 2009. Le varie aziende sanitarie che hanno competenza sulle isole minori devono ragionare in termini di interaziendalità provinciale con l’obiettivo di ottimizzare tutti gli interventi necessari a garantire la migliore assistenza sanitaria alla popolazione nei settori di specialità ad oggi carenti», conclude Amata.

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