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I dettagli

Ismett, valvola tricuspide di ottantenne riparata senza bisturi

Ad eseguire l'intervento il team di Cardiologia interventistica, guidato da Caterina Gandolfo. La paziente sta bene ed è già stata dimessa.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Riparare la valvola tricuspide senza utilizzare il bisturi, in modo quindi mini-invasivo. L’intervento è stato eseguito in IRCCS ISMETT ed è uno dei pochi casi realizzati nel nostro Paese. Attraverso una vena dell’inguine e con tecniche transcatetere innovative è stata riparata una insufficienza tricuspidale “torrenziale” (ovvero grave) senza aprire il torace del paziente. Ad eseguire l’intervento il team di Cardiologia interventistica di ISMETT, guidato dalla d.ssa Caterina Gandolfo (nella foto), Responsabile dell’Unità. La paziente sta bene ed è già stata dimessa.

Tecnicamente l’intervento consiste nell’applicazione di una o più pinzette miniaturizzate (chiamate TriClip), che suturano i lembi della valvola tricuspide tra di loro senza dover aprire il cuore. Tale procedura ripristina la normale chiusura della valvola ad ogni battito del cuore, in modo da ridurre il grado di insufficienza con notevole beneficio per la salute del paziente. Le malattie della valvola cardiaca tricuspide rappresentano un enorme problema clinico e l’ultima frontiera della cardiologia interventistica.

Ad essere sottoposta ad intervento una donna di circa 80 anni, affetta da un’insufficienza della valvola tricuspide di grado torrenziale con severe manifestazioni cliniche di scompenso cardiaco e frequenti ospedalizzazioni. L’intervento chirurgico a cuore aperto risultava ad alto rischio e non era stato preso in considerazione per il fatto che la paziente soffriva di Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva di grado severo, una patologia polmonare che aumenta il rischio operatori».

«L’intervento- spiega la dott.ssa Gandolfo- è durato circa un’ora e mezza ed ha permesso di ridurre l’insufficienza tricuspidale da un grado torrenziale a un grado lieve, con un risultato considerato più che soddisfacente. La nostra paziente ha potuto, infatti, lasciare l’ospedale solo dopo due giorni di degenza. L’impianto di Triclip non comporta, infatti, nessun taglio chirurgico, si interviene attraverso la vena femorale grazie ad una piccola incisione e richiede una anestesia generale solo per tollerare l’ecografia transesofagea, necessaria per visualizzare il cuore e guidare il corretto impianto della clip».

La Cardiologia Interventistica di IRCCS ISMETT è uno dei primi centri in tutta Italia ad aver effettuato questo innovativo e complicato intervento per correggere l’insufficienza tricuspidale. Il reparto di ISMETT vanta infatti una grande esperienza nel trattamento delle patologie valvolari, ed è ormai un vero e proprio punto di riferimento non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale ed europeo per il trattamento percutaneo, non chirurgico, delle patologie delle valvole cardiache.

«Un risultato importante- ha concluso la dott.ssa Gandolfo- per cui occorre ringraziare il Direttore di Istituto e tutto il management di IRCCS ISMETT UPMC che punta sull’innovazione e la qualità».

Le cause dell’insufficienza tricuspidale vengono suddivise in primarie e secondarie. Tra le cause primarie vi è una anomala morfologia della valvola causata da difetti congeniti, patologie reumatiche, traumi o infezioni; tra quelle secondarie si trova la forma funzionale, più frequentemente causata da patologia delle sezioni sinistre del cuore o del polmone. Indipendentemente dall’eziologia, l’insufficienza della tricuspide è una patologia che tende a peggiorare nel tempo così come i sintomi correlati ed è associata ad una scarsa qualità di vita.

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