fegato

Ismett, effettuati due trapianti di fegato con una procedura inedita in Sicilia

4 Giugno 2018

I due pazienti sono stati prima trattati con radio-embolizzazione trans-epatica (TARE), che ha consentito di poter beneficiare dell'opportunità terapeutica del trapianto, altrimenti loro precluso. Interventi in sinergia con Villa Sofia- Cervello.

 

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PALERMO. È stata realizzata presso l’IRCCS ISMETT di Palermo la prima serie di trapianti di fegato- due in tutto- in pazienti affetti da carcinoma epatocellulare, inizialmente in stadio avanzato e trattati con radio-embolizzazione trans-epatica (TARE). Sono i primi eseguiti in Sicilia.

La procedura, eseguita prima del trapianto, ha consentito a due pazienti di poter beneficiare dell’opportunità terapeutica del trapianto, intervento altrimenti loro precluso.

«Tutti e due i pazienti- sottolinea il Professor Salvatore Gruttadauria (nella foto), Direttore del Dipartimento per la Cura e lo Studio delle Patologie Addominali e dei Trapianti di ISMETT- sono vivi, liberi dal tumore ed in buone condizioni generali. Questo risultato è stato possibile grazie all’intervento di due equipe multidisciplinari che operano in due strutture siciliane di eccellenza».

Gli interventi sono stati effettuati su pazienti portatori di tumore primitivo. A causa delle dimensioni della massa tumorale, erano stati inizialmente esclusi dalla possibilità del trapianto. La TARE è una procedura medico nucleare di radioterapia metabolica e prevede l’infusione di microsfere radioattive di ittrio 90 direttamente nell’arteria epatica e nei vasi afferenti al tumore attraverso una puntura arteriosa.

Dopo il trattamento con la TARE è stata ottenuta la riduzione della parte vitale della massa tumorale e così è stato possibile trapiantare i pazienti con successo.

«Questa tecnica- spiega il Dottor Roberto Virdone– epatologo dell’Azienda Ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo – consente di trattare la neoplasia in maniera mini-invasiva con radiazioni mirate alle parti tumorali, mentre l’esposizione della parte sana del fegato è limitata, riducendo così il rischio di danno dei tessuti e degli effetti collaterali sul paziente».

La squadra di Villa Sofia-Cervello è composta da Mario Cottone (Direttore) e Roberto Virdone dell’Unità di Medicina interna 2-Oncologia Epatica, Francesco Verderame Direttore dell’Unità di Oncologia medica, Franco Valenza dell’Unità di Radiodiagnostica, Antonio Moreci (Direttore) e Salvatore Ialuna dell’Unità di Medicina Nucleare, Daniele Scalisi quale Fisico Medico.

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