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Irccs Bonino-Pulejo, taglio del nastro delle nuove Aree riabilitative

Sono situate presso i presidi Piemonte e Casazza. In concomitanza si è svolto il saluto al dott. Gaetano Cannavà, ormai ex responsabile dell’Unità operativa di Cardiologia del Piemonte, in pensione dopo ben 43 anni di servizio.

Tempo di lettura: 3 minuti

MESSINA. Sono state inaugurate questa mattina le nuove Aree riabilitative, presso i presidi Piemonte e Casazza, dell’Irccs Bonino-Pulejo. In particolare, al Piemonte i locali che in un primo momento erano stati adibiti a centro vaccinale, sono stati assegnati alla Cardiologia riabilitativa, e al loro interno sono stati collocati diversi attrezzi e macchinari, tra cui anche il Lokomat (un dispositivo medico robotico composto da tapis roulant, allevio del peso ed esoscheletro). A Casazza invece, oltre ad una serie di macchine per la riabilitazione motoria come il Rysen (sistema di supporto del peso regolabile), l’Andago (strumento per l’allenamento dell’andatura in superficie), l’Indego (esoscheletro per gli arti inferiori robotizzato), sono state installate anche Vasche di camminamento con varie profondità.

In concomitanza alla cerimonia di inaugurazione, si è svolto il saluto commosso al dott. Gaetano Cannavà, ormai ex responsabile dell’Unità operativa di Cardiologia del Piemonte, in pensione dopo ben 43 anni di servizio. Cannavà, a cui è stata consegnata una targa dai vertici dell’Irccs, è stato anche uno dei primi promotori della palestra, progetto che ha tenuto particolarmente a realizzare prima di andare via: «La nostra Cardiologia riabilitativa– ha spiegato il cardiologo- è l’unica realtà strutturata e a carattere pubblico a Messina e in Provincia. Rappresenta una specialità della Cardiologia clinica, dedicata alla cura del paziente cardiopatico, che dopo un evento acuto o per patologie croniche, non riesce più a fare la propria attività fisica quotidiana. La Cardiologia riabilitativa è fondamentale almeno quanto la terapia medica, per recuperare il paziente e permettergli di tornare a condurre una vita normale».

Nello specifico, si provvede a trattare ogni soggetto con un progetto riabilitativo personalizzato in base alle patologie che caratterizzano la sua condizione, con l’ausilio di un’equipe multidisciplinare composta da cardiologi clinici, fisioterapisti, infermieri e altri specialisti che possono fornire consulenze mediche, farmacologiche e psicologiche, in relazione ai diversi casi. Attualmente inoltre, la Cardiologia riabilitativa è in grado di fornire le proprie prestazioni a 12 pazienti al dì per 6 giorni a settimana, ma l’obiettivo è quello di arrivare a 32, grazie all’acquisto di nuovi strumenti e all’aumento di personale.

«Con queste nuove aree riabilitative- ha aggiunto Placido Bramanti, direttore scientifico dell’Irccs- diamo risposte a tutte quelle persone che sono affette da una patologia cardiaca, come ad esempio lo scompenso cardiaco o le cronicità cardio-vascolari, spesso associate anche ad implicazioni cerebrali. A questo risultato, aggiungiamo anche l’apertura delle palestre e delle vasche a Casazza. Finalmente, possiamo dire di essere tornati ad offrire ulteriori servizi e prestazioni sanitarie, attesi da tempo a causa della pandemia. Si tratta infatti di un atto dovuto verso la popolazione, perché a causa del virus sono aumentate le liste d’attesa e la mortalità per patologie oncologiche, degenerative, cerebrovascolari, cardiovascolari e croniche».

Pensiero condiviso da Vincenzo Barone, direttore generale del Bonino-Pulejo: «Oggi abbiamo potuto restituire questi locali alla destinazione originaria. Il progetto infatti era stato accantonato perché la struttura era stata messa a disposizione dell’attività Covid, allestendo un punto dedicato ai vaccini. Adesso, dopo aver unificato i due centri vaccinali, abbiamo riconquistato questo spazio, mettendolo a disposizione della Cardiologia riabilitativa. Anche a Casazza abbiamo installato tecnologie innovative importanti, per essere al top e all’avanguardia. Tutto questo rappresenta un ritorno alla normalità, permettendo nuovamente alle persone di ricominciare a curarsi negli ospedali».

Soddisfatta anche Maria Felicita Crupi, direttore amministrativo dell’Irccs: «Abbiamo attrezzato le palestre con dispositivi di ultima generazione e la nostra intenzione è quella di acquistare anche altri macchinari, permettendo ai nostri pazienti di effettuare una riabilitazione completa e specifica».

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