Irccs Bonino Pulejo, ambulatorio dedicato all’osteoporosi

25 Giugno 2020

Il team di professionisti è composto dall’équipe di Ortopedia guidata dal dott. Pietro Morrò e da due endocrinologi.

 

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L’Irccs Bonino Pulejo si pone in prima linea nella prevenzione e nella cura dell’osteoporosi, malattia sistemica dell’apparato scheletrico, con l’attivazione di un ambulatorio appositamente dedicato, che vede il coinvolgimento di diversi specialistici.

In particolare, il team di professionisti è composto dall’équipe di Ortopedia guidata dal dott. Pietro Morrò e da due endocrinologi, i dottori Antonio Miceli ed Elisabetta Morini, che effettueranno le visite presso il presidio Piemonte, mentre gli esami verranno eseguiti dal Centro per la diagnostica radiologica, diretta dal dott. Carmelo Anfuso.

L’importanza di questa iniziativa, che punta soprattutto a mettere in risalto il ruolo della prevenzione, è stata sottolineata dal direttore scientifico dell’Irccs, il prof. Placido Bramanti, e dal direttore generale, il dott. Vincenzo Barone.

“L’osteoporosi – ha spiegato il prof. Bramanti– può essere definito come un disturbo che non porta disturbi, finché non si verificano fratture. Quando ciò accade potrebbe già essere troppo tardi, quindi è fondamentale fare dei semplici esami, che possono evitare di incorrere in questo tipo di situazione, come per esempio la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC), che senza endovena e radiazioni ci permettere di conoscere lo stato delle ossa”.

I dati diffusi dal Ministero della Salute mostrano la gravità dell’incidenza di tale patologia: gli individui affetti da osteoporosi in Italia infatti, sono circa 5 milioni, e l’80% è rappresentato da donne in menopausa.

“Le fratture – ha proseguito il direttore scientifico – possono interessare il femore, le vertebre, l’omero e le caviglie. Occorre notare che il 5% di pazienti sottoposti all’intervento muore dopo l’operazione, mentre il 15-20% nell’arco di un anno. E’ preoccupante se si pensa che si tratta di una patologia banalmente curabile, facendo prima gli esami preventivi, che oltre alla MOC sono rappresentati dalla morfometria vertebrale e dall’esame radiografico della colonna vertebrale, e seguendo poi la terapia prescritta”.

“Il servizio che offriamo – ha commentato il d.g. Barone – si colloca in un progetto più ampio, che guarda agli interventi mirati alla prevenzione, come ad un modello di offerta sanitaria che si occupa dei bisogni assistenziali fin da loro insorgere. Sappiamo bene, come l’incidenza dell’osteoporosi colpisca una larga fascia della popolazione e quanto impatti nella qualità di vita degli individui che ne soffrono. Per questo motivo, la prevenzione che offriamo presso il nostro istituto rappresenta un aspetto importante di questo nostro approccio, che mira a prendersi cura della persona”.

Sarà possibile prenotare la propria visita per mezzo del Centro Unico Prenotazioni del Piemonte e accedere ad una prima fase, che prevede l’intervento degli specialisti di endocrinologia e radiologia.

“Oltre alle donne in menopausa – ha specificato la dott.ssa Morini – sono a rischio anche gli uomini sopra i 60 anni. La cosa fondamentale è diagnosticare l’osteoporosi in tempo e non arrivare alla frattura. Eseguire gli esami preventivi, ma anche condurre uno stile di vita sano, avere un’alimentazione adeguata, fare attività fisica e raggiungere un buon picco di massa ossea. Altro aspetto importante riguarda il fatto di non abbandonare precocemente la terapia, che viene prescritta al paziente in base al grado di malattia rilevato, e che può variare nel corso del tempo”.

Nel caso invece, in cui la patologia sia già in stato avanzato e si verifichino fratture, gli interventi mini invasivi da attuare sono costituiti dalla cifoplastica e dalla vertebroplastica.

“Il primo – ha chiarito il dott. Morrò – viene eseguito con una tecnica a palloncino per ripristinare l’altezza del corpo vertebrale crollato, e si utilizza quando i segmenti interessati sono uno o due. Il secondo invece, si attua con l’iniezione di un materiale plastico, che consente la solidificazione del crollo e la stabilizzazione della frattura, e si usa quando devono essere trattati più crolli vertebrali perché è più rapido”.

“L’incidenza dei crolli vertebrali osteoporotici – ha aggiunto lo specialista – è più frequente nelle donne rispetto agli uomini, perché la malattia è legata ad una carenza di estrogeni e si manifesta precocemente in questa fascia di popolazione, con un dolore improvviso invalidante. Questi trattamenti consentono un’immediata risoluzione del dolore e una ripresa funzionale. Proprio ieri, un intervento di vertebroplastica è stato eseguito con successo su una paziente di 80 anni, che lamentava dolore da circa un mese, per una frattura di una vertebra dorsale”.

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