Interventi cardiovascolari, all’Ismett inaugurata una sala operatoria all’avanguardia

19 Aprile 2016

L'unica di tipo ibrida a sud di Roma, vi operano team multidisciplinari con tecniche in parte chirurgiche e in parte percutanee: in tal modo si riduce l'esposizione al trauma operatorio dei pazienti fisicamente più fragili e che presentano malattie associate. Al taglio del nastro presenti il governatore Crocetta e l'assessore Gucciardi. Il direttore Angelo Luca: «Tecnologicamente è una delle più avanzate in Italia».

di Roberto Chifari

PALERMO. Una sala operatoria innovativa per interventi cardiovascolari: è la sala ibrida inaugurata oggi all’Ismett alla presenza del presidente della Regione, Rosario Crocetta, e dell’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi (in alto a destra le interviste video, a fine articolo le foto).

Unica sala ibrida a sud di Roma, è destinata a diventare un punto di riferimento per i pazienti del Mezzogiorno: realizzata grazie ai finanziamenti europei, rientra all’interno del progetto che prevede la creazione dell’Istituto Cuore e che ha visto l’accorpamento delle cardiochirurgie di Ismett ed Arnas Civico.

Ha tutte le caratteristiche di una sala operatoria tecnologicamente all’avanguardia, ed è dotata anche di attrezzature e tecnologie avanzate di imaging radiologico. Vi operano team multidisciplinari che includono l’emodinamista, il radiologo, il cardiochirurgo, l’anestesista, infermieri, perfusionisti e tecnici.

Ciascuna di queste persone occupa nella sala un posto fisico ben preciso e deve interagire efficacemente con gli altri. A questo scopo, la formazione del personale è un aspetto di fondamentale importanza.

È possibile effettuare procedure complesse in pazienti ad alto rischio per l’intervento chirurgico tradizionale, utilizzando tecniche “ibride” cioè in parte chirurgiche e in parte percutanee, in modo da ridurre l’esposizione al trauma operatorio dei pazienti fisicamente più fragili e che presentano malattie associate. Inoltre è possibile commutare una procedura interventistica in intervento chirurgico tradizionale, in caso di complicanza o di difficoltà a procedere.

La sala ibrida è dotata di tutte le macchine necessarie a guidare gli operatori durante la procedura (angiografo digitale, ecografo tridimensionale, sistema digitale per la visualizzazione delle immagini provenienti da diversi sistemi di rilevazione o le immagini registrate in esami precedenti), di apparecchiature che permettono il monitoraggio di più parametri e di tutti quei presidi come la circolazione extracorporea (macchina cuore-polmone), il respiratore automatico, i sistemi di assistenza ventricolare necessari per fronteggiare qualsiasi emergenza.

«È un orgoglio avere inaugurato la prima sala ibrida del Mezzogiorno– sottolinea Crocetta- Ismett si conferma un centro d’eccellenza in sanità. Prima mandavamo i pazienti che necessitavano di un trapianto o di terapie di alta specialità all’estero, ora abbiamo un centro che attira pazienti».

«Questa sala ibrida rappresenta un vero punto di riferimento nella innovazione sanitaria che ci consentirà di offrire ai pazienti di tutto il Mezzogiorno tecnologie d’avanguardia- afferma Gucciardi- Un grazie ad Ismett per questo ulteriore traguardo».

Gli ambiti clinici di applicazione delle nuove tecnologie della sala ibrida comprendono quello cardiovascolare, quello angioradiologico e quello neurochirurgico, con possibilità di ulteriore sviluppo per tutte le discipline che potranno beneficiare di supporti tecnologici ad alta efficienza ed elevata qualità delle immagini.

Sarà possibile effettuare procedure mini-invasive e interventi ibridi cardiochirurgici sia sulle coronarie che sulle valvole cardiache, interventi di chirurgia vascolare endoprotesica a carico dell’aorta e dei grossi vasi, interventi angioradiologici complessi nei pazienti con cardiopatie congenite, interventi di trattamento delle aritmie mediante studio elettrofisiologico ed “ablazione”.

«Promuovere l’innovazione nella sanità è da sempre la nostra missione– spiega Angelo Luca, direttore di Ismett- Con la nuova sala ibrida, tecnologicamente una delle più avanzate in Italia e primo passo verso il nuovo Centro cuore che stiamo realizzando, si conferma la vocazione dell’Istituto a essere un riferimento nel sud del paese per le cure avanzate».

  • Baldo Gucciardi, Angelo Luca, Rosario Crocetta e Caterina Gandolfo

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