L'intelligenza artificiale fa passi da gigante

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Intelligenza artificiale, quali sono i pericoli per l’uomo: così può oscurare il nostro cervello

Geoffrey Hinton, ritenuto il padre dell'AI, si è dimesso da Google per poter parlare dei rischi che corre l'uomo. "Progressi? Dobbiamo preoccuparcene"

Tempo di lettura: 3 minuti

L’intelligenza artificiale è il segno della tecnologia che fa passi da gigante, della ricerca che si evolve, ma è anche una minaccia per l’uomo, per la sua salute, per la sua stessa esistenza. Un rischio paventato da Geoffrey Hinton, ritenuto il padre dell’intelligenza artificiale, il quale ha deciso di dimettersi dopo 10 anni da Google per poter parlare liberamente dei pericoli dell’AI.

Intelligenza artificiale, chi è Geoffrey Hinton

Geoffrey Hinton è un pioniere della ricerca sulle reti neurali e sul “deep learning”. Britannico di nascita ma con passaporto canadese, ha 75 anni. Nel 2018, grazie ai suoi studi che hanno fatto da apripista ai sistemi di intelligenza artificiale, ha vinto il prestigioso premio Turing Award.

Nelle ultime ore sono arrivate le sue dimissioni da Google dove era entrato nel 2013, dopo che l’azienda aveva acquistato una società fondata da lui e due suoi studenti con cui avevano sviluppato una rete neurale che imparava da sola a identificare oggetti comuni dopo aver analizzato migliaia di foto.

Intelligenza artificiale, quali sono i rischi per l’uomo

Secondo Geoffrey Hinton, i passi avanti sull’AI sono “piuttosto spaventosi”. Secondo lo scienziato il futuro può far paura. “Adesso non sono più intelligenti di noi, per quanto ne so. Ma penso che presto potrebbero esserlo”. Ulteriori studi potrebbero consentire all’intelligenza artificiale di superare il livello di informazioni di un cervello umano, con effetti spaventosi.

“In questo momento – ha spiegato lo psicologo cognitivo e scienziato informatico alla Bbc – quello che stiamo vedendo è che cose come GPT-4 oscurano una persona nella quantità di conoscenza generale che ha e la oscura di gran lunga. In termini di ragionamento, non è così buono, ma fa già un semplice ragionamento. E dato il ritmo dei progressi, ci aspettiamo che le cose migliorino abbastanza velocemente. Quindi dobbiamo preoccuparcene”.

Secondo Hinton il rischio è che l’intelligenza artificiale venga utilizzata per cattivi fini. “Potete immaginare un cattivo attore come Putin che decida di dare ai robot la capacità di creare propri sotto-obiettivi”.

Quali sono le differenza tra intelligenza artificiale e intelligenza umana

“Il tipo di intelligenza che stiamo sviluppando è molto differente dall’intelligenza che abbiamo noi”, ha spiegato Hinton. “Noi siamo sistemi biologici mentre questi sono sistemi digitali. E la grande differenza è che con i sistemi digitali hai molte copie uguali. E tutte queste copie possono imparare separatamente ma condividere le loro conoscenze all’istante. Quindi è come se avessi 10.000 persone e ogni volta che una persona ha imparato qualcosa, tutti lo sapessero automaticamente. Ed è così che questi chatbot possono sapere molto di più di qualsiasi persona”.

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