Influenza, i medici di Palermo danno l’esempio e si vaccinano

26 Novembre 2015

Iniziativa nella sede dell'Ordine per dimostrare che il vaccino è sicuro e fondamentale per la prevenzione. «Uno studio del centro mondiale di riferimento ad Atlanta ha dimostrato che le reazioni gravi alla vaccinazione sono appena 33 su oltre 25 milioni di pazienti e nessun decesso».

 

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PALERMO. I medici si vaccinano pubblicamente per dimostrare che il vaccino antinfluenzale è sicuro e fondamentale per la prevenzione. Lo hanno fatto nel corso di un incontro dei camici bianchi aperto alla stampa nella sede dell’Ordine dei medici di Palermo. «L’Ordine – ha spiegato il presidente Toti Amato – aderisce alla campagna antinfluenzale per una logica etica di salvaguardia della salute».

E il vice presidente Giovanni Merlino ha sottolineato che è «vaccinarsi è un atto di civiltà». Il consigliere dell’Ordine, Luigi Galvano ha evidenziato che «chi non si vaccina mette a rischio la propria salute e quella degli altri anche perché ci sono molti morti per le complicazioni dell’influenza».

Galvano ha citato lo studio del centro mondiale di riferimento ad Atlanta, negli Usa, che ha dimostrato come le reazioni gravi al vaccino sono appena 33 su oltre 25 milioni di pazienti e nessun decesso. «C’è una preoccupazione infondata – ha detto Galvano – anche perché i vaccini che stiamo per utilizzare sono assolutamente sicuri e di ultima generazione».

Nel corso dell’incontro si sono vaccinati molti medici, tra cui tanti giovani camici bianchi. Si è vaccinato anche Ignazio Tozzo, dirigente generale del Dasoe, il dipartimento regionale attività sanitarie e osservatorio epidemiologico che ha sottolineato «l’importanza della campagna vaccinale lanciata dalla Regione e l’importanza della sinergia con i medici».

Inoltre è stato ricordato che le vaccinazioni obbligatorie sono quelle contro difterite, tetano, pertosse ed epatite B. Quella antinfluenzale è fortemente consigliata alle categorie a rischio: chi ha più di 64 anni, gli affetti da malattie croniche (per esempio diabete, cardiopatie, malattie polmonari e nefrologiche, ecc.), bambini fino a sei anni, donne in gravidanza, forze dell’ordine, medici e autisti di mezzi pubblici.

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