Infezioni sessualmente trasmesse, anche in Sicilia è allarme “Chem Sex”

1 Giugno 2019

La pratica in grado di stimolare, togliere inibizioni e prolungare le performance sotto le lenzuola è stata al centro dell'iniziativa di prevenzione che si è svolta a Favignana.

di Redazione

FAVIGNANA. Un piano di controlli destinato a tutte le donne residenti a Favignana con l’obiettivo di prevenire il tumore del collo dell’utero.

È l’iniziativa promossa in occasione dei due giorni di confronto tra medici provenienti da tutta la Sicilia durante l’incontro patrocinato dall’Assessorato Regionale alla Salute – DASOE e dal Comune di Favignana e presieduto da Giuseppe Scaglione, dirigente medico di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Civico di Palermo ed esperto in infezioni sessualmente trasmesse e malattie hpv correlate.

Al centro del dibattito il “Chem sex”, una pratica in grado di stimolare, togliere inibizioni e prolungare le performance sotto le lenzuola ma che può diventare potenzialmente pericolosa soprattutto per quel che riguarda le malattie sessualmente trasmissibili.

Le prime esperienze di Chem sex arrivano da Londra, Berlino e New York ma ora la pratica è sempre più diffusa in Italia e anche in Sicilia. Le droghe più utilizzate sono l’ecstasy, il popper, la cocaina. I maggiori fruitori sono coppie omosessuali ma anche etero, sia maschi che femmine, fra i 20 e i 30 anni.

“L’uso di droghe allo scopo di ottenere un miglioramento delle prestazioni- spiega Scaglione- fa venir meno le inibizioni sessuali, dando così campo libero a rapporti multipli. Da qui i problemi di carattere medico, compreso il pericolo di infezioni legate alla promiscuità sessuale, a partire dall’Hiv”.

Argomento del meeting di Favignana è stata proprio la prevenzione primaria e secondaria delle Ist (infezioni sessualmente trasmesse). E proprio in chiave prevenzione oncologica verrà attivato un piano di screening in accordo con l’amministrazione comunale.

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