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Dal palazzo

La protesta

Infermieri, non si arresta la battaglia contro il demansionamento: già raccolte quasi 5 mila firme

L'iniziativa è del movimento "Progetto Infermieri Uniti" e prevede pure una manifestazione di protesta davanti al Ministero della Salute. Ecco come aderire.

Tempo di lettura: 2 minuti

Continua la battaglia degli infermieri italiani contro i sempre più frequenti episodi di demansionamento. Una petizione, di cui ha dato notizia alcuni mesi fa Insanitas (leggi qui) ha già raggiunto quasi cinquemila firme, ed è pure annunciata una manifestazione a Roma.

L’iniziativa è del movimento “Progetto Infermieri Uniti- PIU”, che in una nota sottolinea: «Abbiamo l’obiettivo di segnalare un grande problema della sanità, confermato da autorevoli studi, ovvero l’impossibilità a garantire la sicurezza delle cure».

Lo studio internazionale RN4CAST (Registered Nurse forecasting, previsione del fabbisogno di infermieri) ha rivelato che se il rapporto tra infermieri e pazienti assistiti è maggiore di 1/6 aumentano gli esiti negativi (mortalità a 30 giorni, complicanze come cadute, errori di terapia, lesioni da pressione e riduzione della soddisfazione), nonché le cure mancate (educazione terapeutica, relazione con l’assistito, pianificazione dell’assistenza).

IL DEMANSIONAMENTO

«Nonostante il passaggio da una professione ausiliaria ad una professione intellettuale autonoma (l’infermiere in Italia è un professionista sanitario con laurea triennale), poco è cambiato nelle realtà ospedaliere. Da Nord a Sud, all’infermiere è richiesto di svolgere mansioni domestico/alberghiere, eseguire l’igiene dei pazienti, posizionare padelle e pappagalli, dispensare, chiudere bidoni della spazzatura, riordinare le stanze di degenza».

Da qui la protesta: «L’infermiere, così, non solo svolge il lavoro di infermiere ma anche quello di OSS, cameriere, operatore ecologico, domestico, segretario, centralinista e così via. Il demansionamento mette gli infermieri nella condizione di non poter assistere i propri pazienti al meglio delle proprie potenzialità. Inoltre, può diventare causa di stress e di angoscia che si riflettono nella vita quotidiana, arrecando disturbi psico-fisici che nel tempo possono generare fenomeni più gravi come il burnout».

Gli autori della petizione sottolineano: «Il demansionamento si ripercuote inevitabilmente sull’assistito esponendolo ad una serie di rischi evitabili. Con l’aumento del carico di lavoro diminuiscono la qualità dell’assistenza infermieristica e la sicurezza dei pazienti, aumentando il rischio di errori con la conseguente possibilità che un evento avverso provochi un danno o aumenti la degenza dei pazienti».

LA PETIZIONE

«Abbiamo deciso di promuovere una petizione (clicca qui) contro il demansionamento infermieristico aperta a tutti i cittadini che mira a raccogliere il maggior numero di firme in modo da coinvolgere l’intera popolazione contro questo fenomeno».

La petizione verrà depositata al Ministro della Salute, al Ministero dell’Istruzione dell’Università e Ricerca, alla Federazione Nazionale dei Collegi Ipasvi e ai maggiori sindacati rappresentativi. Dopodiché è prevista una manifestazione davanti al Ministero della Salute.

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