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Infermieri, l’appello del Nursind di Caltanissetta: «Stop a turni sottopagati ed orari insostenibili»

6 Febbraio 2018

Il sindacato chiede la collaborazione dell'ordine professionale: "Basta divisioni, appoggi le iniziativa in campo a difesa della categoria".

 

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Stop a notturni pagati 2 euro l’ora agli infermieri, no a deroghe alle ore di riposo minimo, vanno subito valorizzate le competenze dei lavoratori. Sono alcune delle richieste del Nursind di Caltanissetta guidato da Giuseppe Provinzano che ha scritto al Collegio Ipasvi della stessa provincia, cioè l’ordine professionale degli infermieri, per chiedere di “superare le diverse posizioni ideologiche per creare un fronte comune, facendo valere la forza che gli infermieri hanno, ma che raramente riescono ad esprimere”.

E quindi il Nursind chiede di “appoggiare le iniziative che si stanno mettendo in atto a livello locale e nazionale per difendere la nostra professione”.

Il sindacato ricorda che “gli infermieri sono stanchi di subire aggravi di responsabilità e di carico di lavoro senza vedersi riconosciuto adeguatamente un trattamento economico e normativo contrattuale degno della professionalità acquisita, della valorizzazione ed evoluzione della professione e del percorso di studi effettuato”.

“La categoria infermieristica deve essere sostenuta in particolar modo, per garantire un futuro professionale basato su competenze e responsabilità riconosciute ad ogni livello. Non è tollerabile, che con il rinnovo contrattuale si possano mettere in discussione le deroghe al riposo minimo continuativo di 11 ore ogni 24 previsto dai regolamenti Ue. Queste prevedono la possibilità di lavoro fino a 48 ore settimanali, per tutti i 12 mesi dell’anno”.

Giuseppe Provinzano (Nursind)

E ancora, il sindacato chiede di fare fronte comune perché “non è più accettabile, che ad un Infermiere che svolge un turno di lavoro notturno spetti una indennità che risale al secolo scorso, poco più di 2 euro all’ora durante il periodo che va dalle 22 alle 6 del mattino. E non è più ammissibile, non avere riconosciuto il diritto di svolgere attività libero professionale, anche con modalità analoghe a quelle già previste per il personale medico”.

Infine l’appello del Nursind: “Siamo convinti che l’Ordine professionale, oltre che tutelare la salute pubblica nell’interesse del cittadino e della collettività, debba non sottovalutare quanto sta accadendo a tutti i professionisti infermieri italiani. I diritti non vanno derogati ma devono essere garantiti”.

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